Provincia, a grandi passi verso la chiusura Ma con polemica

Sono già in campo tre iniziative che hanno costituito altrettanti tavoli permanenti per frenare la decisione di abolire l’Ente. E intanto i dipendenti scrivono al Presidente

ENNA. Si avvicina a grandi passi il 31 dicembre e con la fine dell'anno anche la data ultima per il varo della normativa che prevede la soppressione della Provincia. In difesa dell'ente intermedio, o meglio ancora del territorio provinciale, ci sono già in campo tre iniziative che hanno costituito altrettanti tavoli permanenti. Un primo che definiamo istituzionale, perchè venne approvato addirittura nella ultima seduta dal consiglio provinciale e che vede alla guida il presidente dell'università Kore Cataldo Salerno. Un secondo attivato dai tre sindacati Cgil, Cisl e Uil e un terzo dai dipendenti della Provincia. C'è poi il consiglio comunale del capoluogo che ha deciso di convocare una seduta ad hoc sul problema «con l'invito esteso - dice il presidente Enrico Vetri - ai tre deputati regionali eletti nel collegio» Alloro Pd, Lantieri Grande Sud e l'indipendente Venturino. Per quanto riguarda il primo tavolo tecnico il presidente Salerno è in piena attività. Per questo mese di settembre ha programmato un convegno che si terrà nell'auditorium della Kore. Saranno invitati a partecipare gli ex presidenti e consiglieri di tutti e 9 le Province siciliane, i 90 parlamentari dell'Ars e i rappresentanti del governo regionale. In questo modo il tavolo intende offrire un contributo scientifico a chi dovrà decidere. Non solo ma Salerno pone in prima fila l'università Kore che "svolgerà un ruolo di coordinamento non solo per il territorio di Enna ma per l'intera area della Sicilia centrale". L'ateneo vuole mettere in campo dati oggettivi per un'analisi scientifica dell'inizitiva per non avallare scelte frettolose che porterebbero a contraddizioni e rischi per la sopravvivenza di interi territori. Intanto nei giorni scorsi il vicepresidente dell'Ars Antonio Venturino è stato alla Provincia e a chi gli ha chiesto una valutazione sulla soppressione dell'ente intermedio ha risposto che prima di dare valutazioni bisogna analizzare per bene la proposta di legge dell'assessore regionale alle Autonomie locali Patrizia Valenti. Si è detto comunque certo di una cosa che soppressione e deficit delle Province sono due temi diversi. Quindi le difficoltà economiche incontrate nel corso dell'anno sarebbero state vissute lo stesso per mancanza di fondi. Intanto gira ad Enna da parecchi giorni una lettera aperta di alcuni dipendenti della Provincia. Chiedono, in buona sostanza, ai dirigenti del Magafono, il partito il cui leader e fondatore è il presidente della Regione Rosario Crocetta «a quale logica risponde la soppressione delle Province». Ricordano che tale abolizione «non era nel programma elettorale di Crocetta. Anzi ricordiamo che il governatore in tutti i suoi comizi, senza timore di smentita, sosteneva che le Province andavano potenziate e aboliti tutti gli enti satelliti». Conclude la nota: «Poi come d'incanto eccitato dalle sirene della notorietà ha deciso di sopprimerle, con un semplice colpo di spugna. A questo punto gli ennesi lungimiranti desiderano che voi del Megafono ci spiegate qual è il vostro disegno, che siamo certi c'è ed è, ci auguriamo, a tinte pastello!».

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