In calo le vendite dei testi universitari I librai si rivolgono alla Procura

Troppe fotocopie in giro, ma gli studenti replicano che i costi sono eccessivi. E l’Ersu pensa a una nuova convenzione

ENNA. Tornano a farsi sentire i venditori di libri ennesi organizzati nella "Libera associazione dei librai";. Dopo la questione sollevata a luglio per il tardivo rimborso dei libri di testo per le scuole primarie e alla comune decisione di fare anticipare agli acquirenti una cauzione che, a rimborso ottenuto, sarà restituita, adesso il comitato presieduto da Massimo Castellano, apre un fronte in fatto di testi universitari.
A dire dei librai ennesi, infatti, negli ultimi tempi la vendita dei testi universitari è calata vertiginosamente (si parla di 1/3 di vendite rispetto a quelle attese, tenendo conto degli iscritti all'ateneo ennese) e, di contro, pare invece essere sempre più diffusa la riproduzione e la diffusione di libri universitari integralmente fotocopiati. "Da diverso tempo - si legge in un documento che cinque librerie ennesi fornitrici di testi universitari, hanno indirizzato alla Procura della Repubblica, Comando provinciale Guardia di Finanza, Siae e per conoscenza anche ai vertici Kore - presso l'università, sono state installate delle fotocopiatrici, gestite da personale esterno e utilizzate con schede prepagate. L'attività di fotoriproduzione di libri viene effettuata regolarmente in misura superiore al 15%, violando così la normativa vigente".
"Ci preme denunciare che questa situazione di reiterata illegalità - si legge ancora nel documento congiuntamente sottoscritto dalle librerie Il Gattopardo, Michelangelo, Minerva, Buscami e Pianeta Scuola - è presente in misura sempre crescente nelle varie copisterie esistenti nei pressi dell'università". "Questa situazione - spiegano Angela e Rosa Saddemi, titolari di una delle librerie più vicine all'ateneo - sta procurando un notevole danno economico alle nostre attività, già particolarmente segnate dalla nota congiuntura economica". E agli organi competenti i commercianti ennesi, ritornando su una questione già segnalata e aperta negli anni passati, chiedono di vigilare e di porre rimedio alla situazione di evidente illegalità che li sta direttamente danneggiando. "Purtroppo è vero che molti di noi ricorriamo alle fotocopie - dice una studentessa di Giurisprudenza - Ma non abbiamo altra scelta. Da circa 18 mesi acquistare un libro nuovo è diventato pressoché impossibile, visti i prezzi che hanno i testi e considerando quello che siamo già costretti a pagare in tasse". "Da qualche tempo - aggiunge uno studente di Psicologia - non esiste più lo sconto in libreria di cui invece fino a qualche anno fa potevamo beneficiare nelle librerie convenzionate. I prof vogliono testi aggiornati e ultime edizioni, non è possibile neanche il prestito dell'usato. Per cui, ricorrere alle fotocopie, è davvero una necessità". A quanto pare l'ultima convenzione stilata tra i librai e l'Ersu (Ente regionale per il diritto allo studio) per far godere agli studenti universitari in regola di uno sconto di circa il 25% sull'acquisto dei libri, risale al 2011.
"Noi siamo pronti a presentare ai librai ennesi una manifestazione di interesse per arrivare a una nuova convenzione - dichiara Vincenzo Fasone, vicepresidente Ersu - Anche alla luce delle richieste che i ragazzi ci hanno presentato nel corso dell'ultimo Cda, siamo pronti a rivalutare la possibilità di una convenzione non solo con le attività del capoluogo, ma anche con altre librerie del circondario in cui i nostri studenti possano acquistare i libri secondo legalità".

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