Residence al posto dell’ex cinema Il Tar: onori di urbanizzazione minori

L’imprenditore edile Marzuolo si è rivolto ai giudici per non pagare 1 milione. E il tribunale gli ha dato ragione

ENNA. L'imprenditore edile ennese Paolo Marzuolo ha vinto il proprio ricorso al Tar contro il Comune: non dovrà pagare 1 milione di euro a titolo di oneri accessori per la realizzazione di un complesso urbanistico con attività commerciali, uffici, residence e parcheggi nel viale Quattro Novembre. Al Tar di Catania l'impresa aveva impugnato i calcoli formulati dal Comune. Marzuolo, in pratica, non dovrà pagare gli oneri di urbanizzazione, perché la sua opera, secondo il Tribunale amministrativo, non comporterebbe alcun carico urbanistico in più rispetto alla struttura preesistente.   L'imprenditore ennese, si diceva, lavora alla realizzazione di un complesso nella zona dove un tempo si trovava il cinema Torre di Federico. Adesso i suoi legali hanno dimostrato, dinanzi ai giudici amministrativi, che gli oneri di urbanizzazione non erano dovuti in assenza di un maggior carico urbanistico, anche se derivante dalla demolizione del fabbricato pre-esistente. Così Marzuolo ottiene la restituzione dell'importo della prima rata che era stata pagata, oltre agli interessi legali dalla data in cui ha fatto ricorso. Il giudice inoltre ha ridotto del 50 per cento anche il costo di costruzione, avente natura tributaria, rispetto alla pretesa del Comune, considerato che si tratterebbe di un intervento edilizio di recupero del patrimonio esistente. Secondo il Tar, i pagamenti dovuti riguardano solo il costo di costruzione, ovvero poco più di centotrenta mila euro, mentre il Comune aveva chiesto - solo per questo costo - il doppio. Il primo commento, esclusivamente nella sua veste di giurista e amministrativista, è di Massimo Greco, presidente del consiglio provinciale. "Ci eravamo permessi, sommessamente, di evidenziare all'amministrazione comunale che un siffatto intervento, ancorché demolitorio del pre-esistente edificio, non poteva essere considerato alla stregua di un intervento edificatorio in un area libera, ma non siamo stati ascoltati", afferma Greco, che adesso auspica che il Comune non ricorra in appello, per dover attendere un eventuale pronunciamento di secondo grado e "farsi ripetere - secondo il giurista - le stesse argomentazioni giuridiche". Nessuna dichiarazione da parte dell'ente né dall'impresa. Fonti vicine all'amministrazione del sindaco Paolo Garofalo affermano che non si tratta di una questione politica e che per questo non arriveranno dichiarazioni in merito. I lavori, come si diceva, sono partiti dalla demolizione della vecchia sala, per realizzare un'opera destinata a dare lustro alla zona di viale Quattro Novembre, la strada che collega viale Diaz con piazza Europa e la chiesa di Montesalvo, interrompendo una volta per tutte l'abbandono e il degrado dell'area. Il cinema infatti era chiuso dalla fine degli anni '70. Durante i suoi anni d'oro, fu un autentico punto di riferimento per i giovani ennesi.   Inaugurato nel 1950, per quasi trent'anni trasmise le più importanti pellicole in circolazione, in bianco e nero, prima; poi anche i primi film a colori. 

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