Scuola, a Enna resta sospeso il destino degli addetti alla pulizia

Il Miur non ha dato ancora chiarimenti sulla gara d’appalto: domani un’assemblea alla camera del lavoro

ENNA. Rappresentano una delle colonne portanti del sistema scolastico nazionale. Ma ancora oggi però rimangono nell'incertezza per il futuro lavorativo. Sono i lavoratori ex Lsu denominati "storici" che si occupano della pulizia nelle scuole, circa ventiquattromila in quattrocento scuole di tutta Italia un paio di centinaia in provincia di Enna. Una figura questa che quando si parla dei problemi del mondo della scuola quasi sempre non viene assolutamente tenuta in considerazione.
Eppure, se la scuola funziona, se le classi sono in ordine, se chi accompagna i propri figli trova ogni mattina il portone aperto, lo si deve anche a loro. Ma nonostante la scuola sia iniziata da qualche giorno, il Miur non ha dato ancora "chiarimenti riguardo la gara d'appalto di pulizia nelle scuole né ha proposto soluzioni per garantire la continuità occupazionale e la tenuta del loro reddito. Una situazione che per la Filcams Cgil di Enna è diventata insostenibile e che può sfociare in una vera emergenza sociale ed ha convocato una assemblea per domani alle 14,30 presso la Camera del Lavoro di Enna una assemblea di tutti i lavoratori con la partecipazione in video conferenza del segretario generale nazionale Filcams Cgil Franco Martini «Il rischio è che questi lavoratori non tanto possano perdere il lavoro (anche se non è escluso) ma soprattutto che visti i minori importi a disposizione per queste gare d'appalto (che vengono fatte ogni 3 anni) «si vedano ridurre fortemente lo stipendio che è già al limite della sussistenza - afferma il segretario provinciale Filcams Roberto Di Vincenzo - Sapevamo delle riduzioni riguardanti la base d'asta della gara d'appalto, dell'ulteriore sconto che avviene quando si assegna l'appalto e inizialmente avevamo visto che alcune richieste erano state accolte, ma questo procrastinare le cose ci fa pensare che rientri in una strategia del Ministero di spostare il confronto a quando non ci sarà più la possibilità di intervenire, di contrattare».

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