Un tetto di legno, tubi e alluminio, il Duomo di Piazza Armerina ritrova un po’ di sicurezza

È stato messo a punto dai tecnici della Diocesi dopo il crollo di parte della volta dell’archivio storico

PIAZZA ARMERINA. Realizzata la grande copertura temporanea in legno, tubi e allumino per la messa in sicurezza di una fetta della cattedrale. Un tetto provvisorio e abbastanza leggero, messo a punto dai tecnici della Diocesi dopo il crollo di parte della volta dell'archivio storico e l'avvallamento molto forte della pavimentazione e della volta del museo sottostante. Avrà una funzione protettiva molto importante, quella di evitare le infiltrazioni d'acqua ad ogni temporale, facendo in modo che i tre livelli sottostanti, già messi in sicurezza con l'installazione di centinaia di puntellamenti, possano restare «asciutti» e non subire ulteriori danni. La copertura è stata posizionata sopra il terrazzo da cui sarebbero iniziate le infiltrazioni d'acqua che avrebbero originato il crollo, facendo inzuppare di pioggia il tufo della volta ceduto. Si è anche realizzato attorno alla tettoia temporanea un sistema di grondaie per il deflusso delle acque piovane, in modo da lasciare indenne i locali interni della cattedrale da possibili infiltrazioni d'acqua. Il completamento della struttura è ormai agli sgoccioli. L'ala posteriore della chiesa simbolo di tutta la Diocesi, all'angolo con la zona di via Cavour, è stata interamente ricoperta dai ponteggi. «Si tratta di una soluzione provvisoria, scattata per proteggere la volta sottostante dall'acqua, nelle more che arrivi il finanziamento regionale che ci permetterà di ricostruire la parte crollata», spiega padre Giuseppe Paci, responsabile del settore Beni culturali della Curia. Si attendono i 190 mila euro delle casse regionali come somme urgenti per la ricostruzione della volta crollata. Gli uffici diocesani hanno già presentato una perizia alla Regione Siciliana sugli interventi fatti e da effettuare. Il progetto è pronto e cantierabile, non appena arriverà il decreto regionale si procederà ai lavori. Per ora i disagi all'interno dell'edificio di culto continuano, soprattutto per padre Filippo Bognanni e le attività quotidiane della Parrocchia. Un'area interna della chiesa, quella attorno alla sagrestia, rimane tuttora transennata e chiusa all'accesso dei fedeli per ragioni di sicurezza. I locali della sagrestia, infatti, si trovano sulla stessa linea verticale dell'archivio crollato e del museo danneggiato. L'area museale, poi, mai aperta al pubblico nell'ultimo decennio e sconosciuta ai più, è stata svuotata, con le opere e le bacheche al suo interno rimosse e messe in sicurezza nei depositi del vicino museo diocesano, per permettere il puntellamento di tutto il locale e ed evitare danni al patrimonio ecclesiastico conservato.

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