Enna, il monastero chiude. Garofalo: ma le opere d’arte restino qui

ENNA. Anche il sindaco Paolo Garofalo interviene sulla vicenda della chiusura del monastero di San Marco e prossimo del trasferimento delle monache carmelitane scalze: «Come amministrazione non abbiamo alcun potere di intervenire sulle decisioni già prese e non possiamo incidere sulle scelte effettuate all’interno del convento – tiene a precisare – ma c’è un patrimonio culturale e artistico lì dentro che si è accumulato nei secoli, anche grazie alle molte donazioni di cittadini ennesi e che in qualche modo è sentito proprio dalla città».
E sull’annunciato trasferimento dei beni del monastero (come la collezione dei Bambinelli di Praga e il tosello d’argento) al museo diocesano di Piazza Armerina (come ha già dichiarato qualche giorno fa dalle pagine di questo giornale padre Renato Dall’Acqua, superiore dei carmelitani del santuario di San Giuseppe) il primo cittadino lancia un appello: «Piuttosto che trasferire fuori questi tesori, si potrebbero custodire al museo Alessi, e sarebbe perciò utile e auspicabile che i referenti ecclesiali accogliessero le richieste del Comune per giungere alla sospirata riapertura del museo cittadino. Accanto al tesoro della Madonna della Visitazione, sarebbe allora ammirato in esposizione anche il patrimonio delle suore di clausura». Come cittadino, Garofalo aggiunge infine: «Esprimo il mio dispiacere personale sulla decisione presa dalle monache, ritenute un prezioso punto di riferimento da tanti fedeli. Ritengo che sia utile che la comunità ennese faccia sentire forte il proprio dispiacere per la chiusura del monastero e manifesti la propria volontà, magari con una raccolta firme alla quale io aderirò immediatamente». Ma.Va.

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