Piazza Armerina, «l’area commerciale? Una bolla di sapone»

PIAZZA ARMERINA. «Tutta la vicenda dell’area commerciale della Villa Romana del Casale è finita in una bolla di sapone e la categoria ha subito danni ingenti, con guadagni sottozero». L’Anva Confesercenti, l’associazione nazionale dei venditori ambulanti, denuncia il mancato mantenimento degli impegni assunti dalle istituzioni per far ripartire il commercio dei souvenir lungo la strada provinciale 90, nelle more dell’adeguamento della nuova area commerciale. «Quello che chiediamo pubblicamente è dove sono finiti gli impegni di Comune, Provincia e Prefettura? Entro una settimana gli operatori commerciali dovevano essere messi nelle condizioni di poter lavorare nel vecchio sito, e invece non è successo nulla», dice Giuseppe Bonanno, responsabile provinciale dell’Anva Confesercenti. La conferma arriva anche da alcuni commercianti del sito Unesco. «Avevamo avuto la disponibilità da parte degli enti di trovare una sistemazione temporanea, nel rispetto della legalità, ma ad oggi non ho visto nessun cambiamento e io mi ritrovo a non poter vendere e neanche esporre prodotti tipici alimentari per poterli promuovere, ma mi hanno autorizzato a vendere solo souvenir nel manufatto all’interno dell’area commerciale, in mezzo al parcheggio, con tutti i disagi conosciuti», dice il commerciante Michele Seminato. Sollevamento della polvere dovuta allo sbriciolamento della pavimentazione e infiltrazioni d’acqua nei box commerciali hanno portato gran parte dei venditori di souvenir a non voler utilizzare la nuova zona commerciale. «Ho chiesto più volte di aprire i servizi igienici, far rispettare le norme in materia di viabilità stradale dentro il parcheggio, far realizzare le strisce pedonali, l’indicazione dell’area di carico e scarico dei turisti dai pullman all’interno del parcheggio e non davanti alla strada di accesso al sito», aggiunge Seminato, il quale si chiede: «Quanto tempo devo aspettare per lavorare e presentarmi dignitosamente?». «Oltre al danno la beffa del biglietto unico obbligatorio appena introdotto che porterà meno turisti nell’area archeologica», dice Bonanno, il quale conclude: «I commercianti vengono trattati come delinquenti, chi doveva pagare per gli sbagli fatti viene premiato?», si chiede il sindacalista della Confesercenti. A settembre gran parte dei venditori di souvenir aveva protestato per 15 giorni di seguito, con un sit in davanti all’ingresso della Villa Romana del Casale.

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