Piazza Armerina, messa in sicurezza: un milione e mezzo per le due discariche

PIAZZA ARMERINA. Servono 1 milione e 600 mila euro per la messa in sicurezza di emergenza (Mise) delle due discariche dismesse Muliano e Scalisa, due vere e proprie macchine mangiasoldi per le casse comunali armerine. Due progetti esecutivi erano stati preparati già nel 2009 da Sviluppo Italia, società in convenzione con la Regione Siciliana, e a quanto pare dovevano essere consegnati al Comune. Poi agli uffici comunali non sono mai arrivati.


«Per motivi che non mi sono noti», dice Mauro Mirci, dirigente del settore Tutela ambientale in una nota inviata tempo fa alla Ragioneria comunale. Le somme necessarie potrebbero arrivare dal Drar, il dipartimento regionale delle Acque e Rifiuti. Nuovi contatti sono stati avviati dal settore Tutela ambientale con il dipartimento regionale, per verificare se i due progetti siano recuperabili e a quali condizioni, compresi gli eventuali costi di progettazione e direzione dei lavori a carico del Comune stimati in circa 100 mila euro. Se il dipartimento non dovesse finanziare i due interventi, però, l'onere di realizzarli graverebbe per intero sul bilancio armerino. Impossibile con i tempi che corrono e la penuria di fondi. Senza il Mise per entrambe le discariche, oltre ai rischi di natura penale gravanti sull'ente locale, scatta anche un vero e proprio salasso per i conti comunali, visto che mediamente servono 200 mila euro per la cosiddetta gestione "post mortem" delle due aree un tempo utilizzate come discariche: 40 mila euro per le opere di monitoraggio, 50 mila euro per il prelievo del percolato, il liquido tossico prodotto dai rifiuti con il passaggio delle acque piovane che inzuppano il terreno. Ma spesso il Comune deve correre ai ripari per rimettere a posto le strade di accesso, diserbare le aree per evitare il pericolo di incendi e affrontare emergenze contingenti, come nel caso di uno smottamento che l'anno scorso aveva fatto scattare una serie di lavori a colpi di ordinanza.


Insomma soldi su soldi e un lavoro non facile per gli uffici. La discarica di contrada Scalisa è chiusa dal 1999 per esaurimento dei volumi disponibili, mentre quella di contrada Muliano è chiusa dal 1993. Gestione post-mortem che rappresenta un onere che ricade sul Comune e in mancanza del quale scattano pesanti conseguenze penali.

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