Bus ridotti e poco divertimento, a Enna universitari emarginati

La sera dopo le 19 non ci sono corse per il centro e si resta negli appartamenti a guardare la tv: vita e disagi dei diecimila fuorisede

ENNA. Enna, sotto la lente d'ingrandimento degli universitari. Ieri, nonostante la giornata uggiosa, nel plesso del Rettorato c'era un continuo via vai di studenti e proprio a loro, in larga maggioranza «fuori - sede», abbiamo chiesto di raccontarci la loro giornata tipo in città. Le lezioni ordinarie, per i diecimila studenti che popolano la città di cui quasi la metà "fuori - sede", si svolgono dal lunedì al venerdì e immancabilmente alle 18,30 tutti fuori perché i collegamenti scarseggiano. Le prime a prender parola sono tre studentesse del terzo anno di Lingue e Culture Moderne, durante la pausa tra una lezione e l'altra. «Vivo in un bivano a Enna bassa - spiega Silvia Cristaldi di Palermo - salire e scendere da Enna alta è impossibile perciò la sera dopo la fine delle lezioni si resta a casa a guardare un film», si unisce alla conversazione Federica Drogo di Canicattì: «La sera di uscire non se ne parla proprio, l'ultima corsa degli urbani è alle 22 quindi capite come diventa difficile muoversi la sera», anche lei abita a Enna bassa per essere più vicina all'università. Dafne invece ha una singola a Enna alta e ogni giorno deve uscire da casa almeno un'ora prima per prendere l'urbano e arrivare in orario a lezione. La discussione si fa più accesa quando si avvicina la messinese Giuseppina Sottile: L'università ci offre professori qualificati e tanti servizi ma in città non c'è nulla». Chiunque di loro si lamenta dei mezzi ma sapete qual è l'ultima che li fa arrabbiare? L'abbonamento Sais è passato da 12 euro (sei a carico dell'Ersu) a 25, per gli studenti fino ai 20 anni. Voci di corridoio spiegano che questa decisione è arrivata in seguito al maldestro tentativo del sindaco Paolo Garofalo di ristabilire eque opportunità per tutti gli studenti di ogni ordine e grado ma questo è stato il risultato. Al coro di dissensi si uniscono Anna Nocera e Claudia Cipolla: «Se non avessimo colleghi automuniti potremmo stare sempre a casa», dice la prima. «La nostra vita universitaria si svolge esclusivamente in facoltà». Frequentate il cinema oppure il teatro? «E come dovremmo - esclama Mariangela - Servirebbero orari pomeridiani visto i limiti", la studentessa osa di più «C'è poca scelta - spiega - perché non fare delle settimane tematiche?». Insomma un cine d’essay non sarebbe una brutta idea. Gli studenti tra l'altro con l'Ersu Card pagano circa due euro a ingresso, un'occasione d'oro. AMO

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