Enna, monastero: la battaglia in consiglio Si spera sul ripensamento delle suore

ENNA. Politici, associazioni, club service e Collegio dei rettori delle confraternite dicono no allo “scippo” dei tesori d’arte sacra della città. L’occasione della chiusura imminente del monastero di San Marco ha dato il “la” a un’interrogazione in Consiglio comunale che si è tenuta martedì e a una mobilitazione di cittadini che avrà luogo sabato alle 17 in piazza Municipio per una raccolta firme a difesa del “senso di appartenenza alla nostra città”.
L’interrogazione sul destino dei beni del monastero di San Marco, presentata in Consiglio dal capogruppo Pdl Dario Cardaci, è stata ritenuta “urgente”: «Questo Civico consesso e l’amministrazione può fare qualcosa perché il convento non venga abbandonato dalla monache – ha esordito Cardaci – ma in ogni caso, il suo patrimonio non deve andare via dalla città perché altrimenti dimostreremmo una debolezza senza precedenti». A replicare, l’assessore Vittorio Di Gangi con delega al Patrimonio: «La decisione delle monache carmelitane di lasciare il monastero non è mai stata comunicata alla nostra amministrazione né dalle suore, né dalla diocesi, né dai referenti dell’Ordine carmelitano – ha detto – l’abbiamo appresa dalla stampa. Da informazioni riservate abbiamo saputo che le suore hanno informato il loro generale lo scorso gennaio. Continuando a confidare sul ripensamento delle cinque religiose rimaste, ci prodigheremo perché i beni del convento rimangano a Enna». La stessa interrogazione ha chiarito anche la destinazione attuale delle preziose tele della chiesa di San Paolino: «Si trovano al museo diocesano di Piazza Armerina – ha affermato Di Gangi – faremo in modo che tornino qui». Indignati per i troppi tesori “scippati” a Enna si proclamano un gruppo di associazioni cittadine, club service, i rappresentanti del Collegio dei rettori delle confraternite, coordinati dall’Accademia pergusea: «Troppi beni d’arte sacra si trovano fuori città, oppure non hanno una chiara collocazione, riposti senza inventario in attesa dell’apertura del museo Alessi che si fa sempre più lontana.

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