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Maltrattamenti su minori in comunità, a Enna oggi primo giorno del nuovo processo

Dopo tre anni di udienze e di deposizioni anche dolorose: alla sbarra l'amministratrice e due dipendenti

ENNA. In aula non vengono interrogati testimoni da marzo, da quando è stato evidente che al processo sarebbero cambiati i giudici e che sarebbe stato necessario ripartire daccapo. Ma adesso, dopo tre anni di udienze e di deposizioni - anche dolorose, come quelle dei genitori di alcuni bambini maltrattati - è atteso per oggi il primo giorno del nuovo processo "Quadrifoglio", sulla comunità per minori di corso Sicilia dove sarebbero stati commessi maltrattamenti e malversazioni. Alla sbarra sono l'amministratrice Olimpia Arangio e, solo per maltrattamenti, due dipendenti, Stefania Cardaci e Fabrizio Russo.
I tre sono difesi dagli avvocati Antonio Impellizzeri, Michele Caruso e Sergio Chiarenza. È stato proprio l'avvocato Impellizzeri, il difensore della Arangio, a comunicare a marzo che non avrebbe acconsentito alla rinnovazione degli atti dell'istruttoria già effettuata: dice no, in sostanza, alla prosecuzione di fronte a un nuovo collegio giudicante. Accade per l'emergenza di organico del Tribunale, dove sono stati trasferiti i giudici a latere.
Non prestare il consenso alla rinnovazione degli atti è una decisione che rientra appieno tra i diritti della difesa: ogni imputato ha il diritto di essere giudicato da un solo collegio. Ma comporta che si debba ripartire dall'inizio, annullando nei fatti anni di udienze. Lo stesso vale per le deposizioni già raccolte dai giudici nel corso del dibattimento: i testimoni potrebbero dover essere richiamati. Per questo il presidente del collegio penale Stefano Zammuto, preso atto della situazione, a settembre ha rinviato alla data di oggi. E intanto sul processo incombe il rischio della prescrizione. Non è chiaro esattamente se stamattina sarà possibile o meno comporre un collegio giudicante. Solo a gennaio infatti l'organico del Tribunale potrà tirare un sospiro di sollievo, perché attualmente sono in servizio 9 giudici su 17, mentre a gennaio arriveranno altri cinque magistrati.
Questa situazione, considerato che le accuse si riferiscono al periodo antecedente al giugno del 2007, oltre sei anni fa, comporta che la prescrizione si avvicina: per questo tipo di reati subentra dopo sette anni e mezzo (ne sono passati oltre sei). Tuttavia ci si aspetta che oggi, al termine dell'udienza, la situazione sia più chiara.

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