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Imu, ennesi esentati dal pagamento sulla prima casa: ecco perché succede

ENNA. Sono esentati davvero dal pagare l'Imu sulla prima casa. Questo a differenza di altri comuni dove i cittadini, pur avendo avuto dal governo Letta cancellata l'imposta sulla prima abitazione, dovranno, probabilmente, pagare ancora qualcosa. Ma cosa è successo? E perchè questa differenza fra Comuni? Prima di tutto è bene dire che nella originaria previsione di tassazione dell'Imu il Comune di Enna non aumentato la tariffa base imposta dal governo nazionale: 4 per mille. E questo è stato il passaggio fondamentale. Infatti quando l'amministrazione per il secondo anno ha dovuto deliberare la tariffa, anche se non bollettata ai cittadini, ha confermato la tassazione base. Altri invece, sperando di fare i furbi, hanno aumentato la percentuale di tassazione base. L'aumento è stato inserito in bilancio e adesso chiedono allo Stato di farsi carico delle somme che non entreranno nelle casse per la cancellazione dell'Imu. Da Roma però orecchie da mercante. E quindi l'aumento, per far quadrare i bilanci comunali, dovrà essere sostenuto dal possessore della casa.


«È un giochetto noto - dice l'assessore al Bilancio Vittorio Di Gangi - che anche noi abbiamo valutato». Tanto è vero che a palazzo di città sono state sviluppate delle proiezioni su quanto avrebbe potuto portare in cassa: «Secondo i nostri calcoli sarebbero entrari circa 300 mila euro». Tanti per una piccola città come Enna. Per i grossi Comuni le cifre sono altre: «Si parla di centinaia di milioni di euro. Ecco perchè i bilanci adesso sono in crisi». Quindi l'amministrazione non ha voluto mettere in conto questo possibile credito: «Non abbiamo voluto prendere in giro la gente. Abbiamo portato in consiglio un bilancio senza alcun aumento anzi per la tassazione sui rifiuti abbiamo previsto una diminuizione della tariffa del 10 per cento. È la terza diminuizione in tre anni, complessivamente del 30 per cento». Dall'entrata in vigore dell'Imu la tassazione nel capoluogo è stata mantenuta ai livelli più bassi: 0,4 per cento prima casa, 0,86 per cento seconda casa. Un vanto per il sindaco Paolo Garofalo che continua a ripetere: «Siamo un Comune con i conti a posto e con l'Imu più bassa».


E sulla vicenda che sta scuotendo l'Italia da nord a sud Garofalo conclude: «Noi abbiamo un bilancio chiaro che tutti possono leggere. Abbiamo chiesto sacrifici ai nostri concittadini e sono stati fatti in silenzio e con grande dignità. La nostra non è una realtà ricca ma è altamente dignitosa. Non potevamo quindi prendere in giro coloro che ci hanno dato fiducia e prevedere inganni sulle tasse. Anche per l'Imu ci siamo imposti di non aumentare nulla». In effetti questa è stata una scelta politica che ha pagato l'amministrazione Garofalo. Sul bilancio e sulle tassazioni in genere l'opposizione ha gradito questa volontà di non gravare sulle tasche della gente. E così i voti contrari ai documenti contabili e finanziari sono stati contati sulle dita. Gran parte dell'opposizione, per distinguersi dalla maggioranza, non ha votato contro ma si è astenuta. L'intera manovra di bilancio è stata approvata lo scorso giovedì.

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