Realizza software per il Comune di Piazza Armerina e non lo pagano, dipendente fa causa

PIAZZA ARMERINA. Avrebbe realizzato il database e il software utilizzato dal Comune negli uffici per fini istituzionali, ma senza ricevere in cambio alcun compenso. E per questo ha deciso di rivolgersi all'autorità giudiziaria e chiedere un indennizzo di quasi 50 mila euro.
Un dipendente comunale, forse stanco di vedere "sfruttate" le proprie competenze senza adeguata remunerazione, forse deciso a veder riconosciute una volta per tutte le proprie specifiche professionalità, ha deciso di rivolgersi ad un avvocato e fare ricorso al Tribunale di Enna, sezione del Lavoro, contro il Comune nel quale lavora. Il giudice ha adesso fissato l'udienza di discussione della causa per il 10 dicembre. L'impiegato ha chiesto alla magistratura di accertare e dichiarare il suo diritto al pagamento delle differenze retributive per lo svolgimento di mansioni superiori negli anni scorsi, condannando le casse comunali al pagamento di 10 mila euro; ma anche di accertare la vicenda relativa all'uso del software da lui realizzato e usato nei computer comunali per scopi istituzionali quotidiani dell'ente, chiedendo la condanna del Comune a pagare il corrispettivo o l'indennizzo paria a 47 mila euro, oltre alle spese di giudizio.
Secondo il settore Affari legali il ricorso non presenterebbe «elementi di fondatezza». Da qui la decisione dell'ufficio, approvata con una delibera della giunta, di nominare un legale per difendere le ragioni del Comune. L'amministrazione per questo ha dato incarico all'avvocato Gabriella Larganà per costituirsi in giudizio. Depositate negli uffici giudiziari dall'impiegato tutta una serie di carteggi relativi alle prestazioni svolte e alle comunicazioni intercorse tra l'ufficio del dipendente e gli uffici direttamente superiori. E bisognerà capire anche se e quanta parte nella vicenda possano avere avuto amministratori della precedente giunta di governo. Il Tribunale dovrà chiamare a testimoniare alcuni dirigenti comunali ed ex amministratori? O saranno sufficienti solo le memorie presentate dal Comune? Di certo una situazione delicata, trattandosi di vicende che coinvolgono più impiegati. Non è la prima volta che di recente i funzionari comunali decidono di rivolgersi al Tribunale del Lavoro, sostenendo di aver subito un torto. Due ex dirigenti comunali, o meglio ex titolari di posizione organizzativa, come vengono chiamati i responsabili dei vari settori, hanno presentato ricorso al giudice del lavoro proprio sul tema delle nomine dei dirigenti. E sembra che la fase conciliativa preventiva per ora non abbia funzionato.

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