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I reperti dimenticati a Palazzo Trigona a Piazza Armerina, sos per allestire mostra permanente

PIAZZA ARMERINA. Colonne, capitelli e reperti di recente scoperti alla Villa Romana del Casale nel corso degli scavi condotti dall'università La Sapienza presto potrebbero essere esposti a Palazzo Trigona. A gennaio potrebbe partire l'allestimento di quella che fino a qualche tempo fa veniva chiamata "Marmi Colorati Marmi Ritrovati", un esposizione sugli scavi in corso negli ultimi anni negli scavi medievali e romani accanto al sito Unesco. Un'esposizione promossa dall'allora assessore ai Lavori pubblici Paola Di Vita in collaborazione con l'università romana che da un decennio conduce gli scavi sul sito. Allestita in via Cavour, poi messa da parte per anni. E adesso viene chiesta a gran voce da più parti.
"Avete le bacheche e i reperti, sono stati traslocati nei magazzini di Palazzo Trigona, chiedo un impegno forte del Parco Archeologico a rimettere in piedi questa iniziativa museale, si tratta di un tassello importante per convincere i tour operator a dirottare i gruppi turistici anche nel centro storico, non solo alla Villa Romana", dice l'ex dirigente comunale dei Beni culturali, Francesco Galati, presidente dell'associazione Mira1163. Anche l'associazione Legambiente nei giorni scorsi aveva chiesto alla direzione del Parco Archeologico di utilizzare i reperti impolverati conservati nei magazzini dello storico edificio di piazza Duomo.
"Il materiale e l'allestimento di quella mostra sono stati trasferiti nei magazzini di Palazzo Trigona, prendo atto di una volontà collettiva favorevole ad un momento immediato di musealizzazione che riporti quella mostra ad essere visitabile al pubblico", spiega l'architetto Rosa Oliva, direttore del Parco Archeologico della Villa Romana del Casale, la cui sede è a Palazzo Trigona. "Ho parlato con il professor Patrizio Pensabene che curò quel lavoro, si tratta di una mostra che va aggiornata e adeguata, anche alla luce delle nuove scoperte provenienti dagli scavi, conto di lavorare su tutto questo, ma non si tratta di un'attività da predisporre in pochi giorni, come qualcuno chiede, dobbiamo creare decoro in quello che facciamo, la qualità va garantita, magari per Pasqua riusciamo ad aprirla", sottolinea l'architetto Rosa Oliva, manifestando la propria disponibilità a prendere parte ad un lavoro di squadra collettivo che coinvolga le istituzioni e l'associazionismo locale e la Diocesi armerina. (*ropa*)

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