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Enna, segue in auto una studentessa e poi si denuda

ENNA. Segue in macchina una studentessa universitaria a Enna bassa, poi scende, si denuda e inizia a toccarsi in mezzo alla strada, incurante del fatto che la scena avvenga nel bel mezzo delle palazzine in cui vivono anche tanti bambini. È così che un impiegato trentanovenne, M.G., pregiudicato, che risulta regolarmente sposato, si è beccato una denuncia, prima, e adesso una condanna a una multa di 7.500 euro, emessa dal Gip di Enna. A denunciarlo alla polizia, per atti osceni in luogo pubblico, è stata proprio la studentessa. La Procura dunque ha chiesto e ottenuto l'emissione di un decreto penale di condanna. Ma c'è un'altra notizia, perché il presunto autore degli atti osceni ha impugnato, tramite il suo avvocato, il penalista Mauro Lombardo, il provvedimento della magistratura, chiedendo e ottenendo di essere processato, con la formula del giudizio ordinario. La cronaca dell'episodio risale a tre mesi fa nel centrale viale dei Pini a Enna bassa. Sono le due del pomeriggio. M.G. è da solo. Intravede una bella ragazza che cammina per strada e inizia a seguirla in macchina. La giovane sta semplicemente tornando dalla Facoltà per andare a casa a pranzo, incurante di essersi imbattuta nelle sue fantasie erotiche. A un certo punto lui spegne la macchina e scende. La venticinquenne continua a camminare, poi si gira di scatto e lo vede, intento a compiere atti autoerotici ammiccando. Lei urla e scappa via, appuntando mentalmente il numero della targa. Chiama la polizia e a quel punto gli agenti della squadra mobile la sottopongono a un'attività di riconoscimento fotografico, nel corso della quale individua senza alcun dubbio il pregiudicato: «È lui», dice ai poliziotti, indicando la foto in mezzo ad altre di uomini dalle fattezze più o meno simili alle sue. Agli agenti sottolinea pure l'assoluta mancanza di senso del pudore di quell'uomo: avrebbe potuto benissimo nascondersi, dice alla polizia, se proprio avesse voluto compiere atti osceni, considerato che lì c'era pure modo per nascondersi dietro una siepe; e invece si è denudato in mezzo alla strada e ha cominciato a toccarsi. L'indagine ha rivelato che non ci furono tentativi violenti di approccio, per cui l'ipotesi di reato è rimasta solo atti osceni in luogo pubblico, un reato minore che però, in caso di dolo, viene pesantemente sanzionato. A giorni il Tribunale dovrà fissare la data del processo. L'imputato ha dei precedenti per furto e per rapina, ma mai niente a che vedere con reati sessuali.

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