Enna, spesi mille euro l’anno per ogni randagio

ENNA. Il randagismo è un problema che ormai tutte le città vivono e che tentano di gestire con grandi difficoltà. È di ieri la denuncia della Lav di Piazza Armerina su una cucciolata abbandonata e con passanti che vorrebbero anche avvelenarli. Questo è solo un episodio ma la tensione e forte in tutti i centri dell'ennese con gruppi di randagi che attraversano le vie cittadini e che qualche volta aggrediscono pericolosamente i passanti. Ma c'è anche il rovescio della medaglia con le polpette avvelenate e lo stermino di animali. Recentemente è successo ad Enna. In questo clima di grande emergenza cosa fa il Comune? «In questi giorni - dice il vicesindaco Salvatore Cappa - abbiamo riaffidato temporaneamente l'incarico per due mesi al canile di Caltanissetta e a breve bandiremo la gara per l'intero anno». Quanti cani sono tenuti nel canile per conto del Comune? «In atto sono 320». L'amministrazione comunale deve fare i conti con un paradosso. Per legge deve coprire la spesa è un costo obbligatorio mentre l'assistenza agli anziani no. La convenzione quanto incide sui conti del Comune? «Molto. Basti dire che ogni cane viene a costare circa 1.000 euro l'anno. L'altro giorno insieme all'accalappiacani abbiamo preso 6 cuccioli questo vuol dire che il Comune sarà gravato di altri 6 mila euro l'anno per almeno dieci anni». Per farla breve ogni anno sono necessari 320-350 mila euro con il pericolo che il costo aumenti? «Questo è chiaro, più cani accalappiati più è alto il costo che il Comune deve sostenere». Da più parti si sostiene che una soluzione potrebbe essere la costruzione di un canile comunale? «E non è così perché il costo di gestione graverebbe lo stesso sul Comune. Non solo ma la realizzazione presupporrebbe un investimento che oggi non è possibile sostenere. È necessario invece che diminuisca il numero dei randagi e non per mezzo delle polpette avvelenate». Come allora? «Su questo fronte ci stiamo spendendo con grande impegno. Vogliamo puntare alla sterilizzazione e microcippatura degli animali».È la solita storia? «Abbiamo anche iniziative nuove sulle quali crediamo molto. C'è una proposta che stiamo vagliando: l'adozione di un randagio». In cosa consiste? «L'intenzione è di abbonare 200 o 300 euro l'anno dalle tasse comunali a chi adotta un randagio. Per il Comune è un investimento infatti a noi mantenere un animale nel canile costa circa mille euro l'anno». L'azione dell'amministrazione è tutta basata su un coinvolgimento della cittadinanza e delle associazioni animaliste. A quest'ultime il vicesindaco Cappa riconosce l'attività sostenuta e chiede «di continuare nell'impegno. A breve - conclude Cappa - nella zona della villa Pisciotto attiveremo un'area per lo sgambettamento come concordato con le associazioni».

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