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Il «caso» del biglietto unico obbligatorio a Piazza, fioccano altre disdette dei tour operator

PIAZZA ARMERINA. Nuovi tour operator annunciano di rinunciare a visitare la Villa Romana del Casale dopo l’introduzione del biglietto unico obbligatorio a 14 euro per Villa - Aidone - Morgantina. Numerosi gruppi di turisti israeliani sarebbero stati dirottati altrove proprio per i disagi legati al nuovo ticket. Molti pacchetti erano stati venduti già da un anno con il precedente ticket al costo di 10 euro e l’introduzione del biglietto unico ha creato un caos. In una email inviata da un tour operator ad una società di servizi turistici piazzese le ragioni della rinuncia alla visita: «Nonostante i gruppi adorassero la Villa Romana, purtroppo l'introduzione del biglietto unico a 14 euro non è stata ben accolta dal cliente, ha creato non poco disagio in quanto va ad incidere in un budget di gruppo di serie, molto diverso da quello dei gruppi chiusi, considerando inoltre il fatto che avendo già un itinerario ben prestabilito, andrebbero ad usufruire di metà del servizio, di conseguenza non è conveniente pagarlo». E poi l’amara conclusione: «Mi spiace in quanto gli scorsi anni i numeri sono stati alti e anche quest’anno lo sarebbero stati». Insomma a quanto pare quest’anno ci saranno meno turisti israeliani tra i pavimenti musivi romani. E non solo israeliani.
«Il biglietto unico andava programmato un anno prima, non dall’oggi al domani; occorreva fissare una data ad un anno, a partire dalla quale sarebbe scattato il ticket unico, in modo da dare ai tour operator la possibilità di organizzarsi», dice Michelangelo Trebastoni, dirigente del Servizio turistico della città dei mosaici, l'ex Azienda di Soggiorno. «Riceviamo decine di disdette di questo tipo, il caso dei dieci gruppi di israeliani è solo l’ultimo, così penalizziamo il sito archeologico», aggiunge Trebastoni, il quale è anche vice presidente nazionale dell’Unionturismo. Le prime reazioni negative degli operatori turistici al ticket obbligatorio, che non lascia libertà di scelta ai turisti imponendo loro la visita di tre siti, si erano avute già tra ottobre e novembre. Una società di servizi turistici di Palermo aveva scritto agli uffici della Regione e annunciato di dover bypassare il sito Unesco. «A queste condizioni non saremo più nelle condizioni di inserire nei nostri tour la visita alla Villa del Casale», scrive un tour operator, il quale spiega il perché della decisione. «Pur non ignorando la bellezza e unicità degli altri siti visitabili con il nuovo biglietto cumulativo, facciamo presente che i nostri gruppi visitano esclusivamente la Villa Romana, anche per questioni di tempo, e che chiedere loro di pagare tale somma per la sola Villa Romana è improponibile, ne tantomeno possiamo assorbirla noi tra i nostri costi». La decisione, quindi, è quella di virare verso altre mete siciliane. Se, come sembra, anche altri operatori del settore dovessero reagire di conseguenza, il rischio concreto potrebbe essere quello di una ricaduta negativa sugli ingressi che erano in risalita negli ultimi due anni. «Con umiltà ci permettiamo di far presente che l’introduzione di questo biglietto sarà, purtroppo, quantomeno per i nostri gruppi, motivo di riduzione di traffico verso la vostra area», dice il tour operator in una email inviata agli uffici regionali. Una società di servizi turistici armerina, la Sts, ogni giorno operante a stretto contatto con diversi tour operator che trattano pacchetti in cui è inclusa la Villa Romana del Casale, fa presente come altri operatori si starebbero indirizzando allo stesso modo.

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