Tesoreria, il Comune di Piazza a caccia di un conto per depositare i soldi e fare i prelievi

PIAZZA ARMERINA. Il Comune ci riprova e spera di poter avere al più presto un nuovo conto corrente bancario nel quale depositare i propri soldi, fare i prelievi e chiedere anticipazioni di cassa. Dopo la prima gara andata deserta per la concessione del servizio di Tesoreria l'appuntamento è il 28 febbraio, con il servizio Economico-finanziario che inviterà undici istituti di credito a fare un'offerta. Nessun istituto di credito della città dei mosaici aveva fatto pervenire un'offerta agli uffici comunali a fine gennaio.
Contatti degli uffici comunali con i direttori di banca della città dei mosaici, a quel punto, avevano fatto emergere come la "gratuità dei servizi" prevista nel bando avrebbe scoraggiato la partecipazione alla procedura. Il bando di gara per questo è stato in parte rivisitato, prevede questa volta condizioni più favorevoli, viene considerato più "appetibile" per le aziende di credito.
Almeno questo spera il settore Economico-finanziario. Ma non ci sono garanzie che questa volta le banche possano fare un'offerta. Anzi rimane il timore forte che per la seconda volta la procedura vada deserta.
Sono numerosi i comuni nei quali le gare sono andate deserte. In ogni caso servirà un nuovo voto del consiglio comunale per dare il via libera alle modifiche apportate al bando, passaggio consiliare atteso proprio nelle ultime ore. Il palazzo comunale da quasi due mesi è senza banca. L'accordo con il precedente concessionario, il Credito Siciliano Spa, è scaduto lo scorso 31 dicembre 2013 e vige una sorta di proroga in via di fatto. Per legge il contratto non può essere prorogato, serve una gara e un'offerta per assegnare il servizio per i prossimi quattro anni, con una previsione di spesa di 30 mila euro l'anno. Anche il Comune, infatti, come un qualsiasi privato cittadino, ha bisogno di un conto corrente bancario per provvedere alla riscossione delle entrate e al pagamento delle spese, oltre alla custodia di titoli e valori.
I tempi di svolgimento della nuova gara sono tuttora fonte di un rimpallo di competenze.
Il contratto con il Credito Siciliano scadeva il 31 dicembre 2013, ma il consiglio comunale ha deliberato il proprio via libera agli uffici per indire la gara solo il 28 dicembre, cioè tre giorni prima della scadenza della precedente convenzione.
I gruppi consiliari hanno puntato il dito sul ritardo con cui gli atti sono arrivati alla conferenza dei capigruppo, alle commissioni e infine al consiglio comunale. Cioè solo all'ultimo momento.
Anche se in aula, a fine dicembre, nessun consigliere aveva di fatto mosso polemiche. La macchina comunale politico-amministrativa, comunque, ad un certo punto ha fatto cilecca e ci si è ritrovati a gennaio, senza un nuovo contratto con una banca, a dover tardare il pagamento delle buste paga dei dipendenti.

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