Umberto I di Enna, il gigante senza forze

Dalla Regione solo ritardi, disposizioni caotiche e tagli su personale e dotazione. Camilleri: «Non siamo al disarmo ma con quello che abbiamo facciamo i miracoli. Gli ospedali si gestiscono con infermieri e dottori»

ENNA. Dentro l'ospedale Umberto primo c'è un virus latente che circola e giorno dopo giorno infetta medici, infermieri, personale amministrativo e ammalati: lo scoramento. È una macchina elefantiaca che vacilla, che ha degli ammanchi, piegata quasi su se stessa che riesce a trovare a stento linfa vitale solo nell'impegno del personale. Dalla Regione solo ritardi, disposizioni caotiche e tagli su personale e dotazione. Il sindaco Paolo Garofalo se n'è reso conto una settimana fa quando per puro caso si ritrovò a passare dal Pronto soccorso e trovò «un reparto da medio oriente dove manca di tutto con personale sottodimensionato e presidi sanitari (garze, cerotti, siringhe e vi dicendo ndr) che mancano». Il passaggio diventò una visita per l'intera mattinata con l'incontro del personale e ammalati. Poi il passaggio in consiglio comunale con un ordine del giorno preparato da 4 consiglieri: Dante Ferrari Fli, Paolo Gloria Mpa, Pippo Grasso e Luigi Dello Spedale Pd. Dal primo cittadino un impegno: "Venerdì mattina torno all'ospedale". E così è stato ieri mattina in perfetto orario alle 9 Garofalo si è presentato al Pronto soccorso. Ad attenderlo Pippo Grasso primario incaricato, ma da un anno solo sulla carta, Dante Ferrari chirurgo e Giuseppe Camilleri direttore sanitario. Con Garofalo anche il consigliere Rosario Vasapollo. Da Camilleri uno sfogo: "Non siamo al disarmo ma con quello che abbiamo facciamo i miracoli. Gli ospedali si gestiscono con infermieri e dottori. Anoi mancano sia questi che quelli". Ma ecco i numeri l'Umberto ha in organico sulla carta 294 infermieri, in servizio solo 260. Ben 34 unità in meno. Per quanto riguarda i medici nessun dato ufficiale ma assicurano all'Umberto I° che il loro numero è sotto la dotazione organica. La Regione non agevola. Proprio l'altro ieri ha autorizzato la mobilità di un infermiere con Caltanissetta. Ebbene l'unità arrivata ad Enna è stata dirottata al servizio Territorio e non all'ospedale. In un modo quasi analago il Pronto soccorso a perso un medico. La Regione ha autorizzato la mobilità in uscita ma in entrata nulla. Garofalo si è intrattenuto per oltre un'ora nella sala operatoria. Ad una domanda precisa "come stanno le cose", fatta alla caposala Marinella Speculatore: "E' una tragedia". I numeri forniscono la spiegazione alla risposta. Nel 2013 erano stati programmati 2.700 interventi. Al 31 dicembre ne sono stati contati ben 3.702 di questi oltre un migliaio di urgenze. Primo deficit il personale infermieristico. Assicurano attività a tre sale, due ordinarie e un'urgenza, quest'ultima lavora anche più delle prime, 5 infermieri e 2 strumentisti. Proprio per la mancanza di quest'ultima figura non è possibile assicurare la guardia attiva h 24. Più lavoro anche per mancanza di programmazione nella realizzazione dell'ospedale. Per disinfettare la strumentazione gli infermieri non hanno locali idonei nei pressi della Sala operatoria ma nella parte opposta. Un esiguo numero di operatori, fra medici e infermeri, chiamati a mantenere standar altissimi. Basti dire che gli ospedali di Piazza Armerina e Leonforte le urgenze le mandano ad Enna. Il carico di lavoro delle sale operatorie del capoluogo è aumentato ma è diminuito il personale. E per quanto riguardo il materiale? Teresa Perricone, responsabile della Farmiacia, ha illustrato quanto la burocrazia ostacoli ogni cosa. Per le prossime forniture: "Si deve attendere aprile con la gara del nostro bacino quello della Sicilia orientale". "Ogni giorno - conclude Camilleri - firmiamo disposizioni di acquisti per superare l'emergenza ma i ritardi ci sono". Ultima visita del sindaco la direzione infermieristica dove Giovanni Di Venti ha consegnato l'intera mappatura del personale. In ogni reparto lo sfogo è sempre lo stesso: "Qui c'è più lavoro e ci trasferiscono gli infermieri, il nostro ospedale vale di meno". A microfoni spenti indicano, a loro dire, lo scarso peso politico del capoluogo di fronte gli altri comuni. Il sindaco ha messo in tasca un corposo malloppo di appunti dove sono segnati anche i trasferimenti e assicura: "Continuerò ad occcuparmi dell'ospedale in tutte le sedi". Nei prossimi giorni altre visite in altri reparti.

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