Mafia, a Enna sgomberata la villa confiscata del boss Bevilacqua

Enna, Archivio

ENNA. I carabinieri di Enna, insieme a personale della Prefettura, hanno sgomberato la villa di Raffaele Bevilacqua, avvocato penalista, detenuto al 41 bis e condannato all'ergastolo per l'omicidio dell'imprenditore Domenico Calcagno e per mafia. Bevilacqua è ritenuto dagli inquirenti il rappresentante provinciale di Cosa nostra nell'Ennese. La villa, che era già stata confiscata, era abitata dalla moglie del boss e dai suoi 4 figli. Le modalità dello sgombero sono state programmate nel corso di un incontro della Riunione Tecnica di Coordinamento presieduta dal Prefetto di Enna, Fernando Guida, con la partecipazione del Sindaco di Barrafranca, Giuseppe Lupo, al quale la villa è stata consegnata per destinarla ad un centro per malati psichiatrici. «L'utilizzo, a fini sociali, dei beni confiscati alla criminalità organizzata, costituisce una simbolica restituzione delle risorse sottratte dalle organizzazioni malavitose alla collettività - dice il prefetto - e per questo intendo manifestare vivo apprezzamento per l'iniziativa dell'Amministrazione comunale. L'operazione odierna costituisce  un ulteriore passo avanti sulla strada del ripristino della legalità».

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