Rissa in Consiglio a Nicosia, il presidente Di Costa: «La responsabilità è mia»

NICOSIA. Passerà alla storia come il consiglio comunale delle scuse e del monito del presidente Maria Di Costa che ha assunto su di sé le responsabilità delle risse consiliari del 12 febbraio, ma ha anche dettato regole comportamentali in attesa di rivedere il regolamento consiliare. Forte anche il richiamo all'ordine rivolto a tutti i consiglieri, ma la seduta di lunedì poi rinviata a martedì, perché è mancato il numero legale, non smentisce il tono litigioso del consesso che si è aperto con un'accesa polemica tra il consigliere Giacobbe e la presidente. Alla base dell'ennesima contesa con contestazione la registrazione della seduta. Il presidente aveva incaricato un dipendente comunale di registrare la seduta, ma subito è arrivata la netta opposizione del consigliere Giacobbe che ha fatto appello al suo diritto alla privacy. Comunque, interrotta la registrazione la seduta si è aperta con le comunicazioni della presidente Di Costa. «Quale presidente del consiglio è certo mia la responsabilità di essermi fatta sfuggire di mano la situazione - ha affermato la Di Costa - e con tristezza ho visto trasformarsi in una bolgia di voci e insulti priva di qualsiasi giustificazione. Noi abbiamo sbagliato nei modi e nei contenuti. Abbiamo impiegato molte ore a discutere pressoché del nulla con i cittadini presenti in aula fino all'una del mattino che invece aspettavano si discutesse di punti cruciali ed importanti per la cittadinanza. Ci sono stati diverbi e insulti reciproci tra consiglieri che sono certo da superare, ma da non dimenticare. Come presidente donna non avrei dovuto consentire alcuna forma di attacco alla consigliera Trovato. E parimenti avrei dovuto richiamare il consigliere Giacobbe ad attenersi all'argomento in discussione invece che divagare».
Come si ricorderà il consigliere La Giglia aveva insultato la Trovato che per difendersi era passata alle vie di fatto, prima scagliando addosso al collega il telefonino e poi colpendolo con una pedata. «Noi consiglieri rappresentiamo i cittadini in una istituzione e - ha aggiunto la Di Costa - siamo al loro servizio pur nella autonomia delle scelte: l'autocontrollo ci è imposto dal ruolo. Per questo chiedo che sia tenuto un comportamento decoroso e rispettoso della dignità della persona, sia evitato in modo assoluto l'utilizzo di un linguaggio volgare ed offensivo, siano evitati tutti i riferimenti alle persone dei consiglieri, sia evitato qualsiasi riferimento diretto a persone presenti tra il pubblico. Ciò in attesa della revisione del regolamento per la disciplina dei lavori». Trattati tutti i punti all'ordine del giorno, tranne quello relativo all'organizzazione ed affidamento del servizio di igiene ambientale che verrà discusso nella seduta di mercoledì 5 marzo. Per quanto riguarda le contestate bollette Tia 2007 il consiglio ha deciso di chiedere la revoca in autotutela.

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