Piazza, «il sindaco non è incompatibile» Miroddi: «Posizione finalmente chiarita»

PIAZZA ARMERINA. Il sindaco Filippo Miroddi è compatibile, per il primo cittadino non scatterà nessuna decadenza.
L’inquilino di Sala delle Luci ha reso nota la decisione dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, manifestando tutta la propria soddisfazione per una vicenda che si trascinava ormai da otto mesi. «L'Autorità ha finalmente sciolto il nodo e diradato ogni dubbio, dichiarando come non ci sia alcuna incompatibilità nè mia nè dell’ex assessore Ornella Monasteri», ha sottolineato Miroddi, dirigente di struttura semplice dell’Asp di Enna, carica per la quale si era ipotizzata una possibile incompatibilità.
«Lo avevo ribadito fin dalle prime settimane, il ruolo da me ricoperto all’interno dell'azienda sanitaria è da dirigente di struttura semplice, non rientra nelle fattispecie previste dal quadro legislativo, con buona pace di quanti in questi mesi hanno cavalcato questa vicenda; le opposizioni si mettano il cuore in pace per tutta la legislatura», aggiunge il primo cittadino, il quale nel compilare la certificazione ad inizio mandato aveva spiegato di non trovarsi in nessuna delle ipotesi di conflitto di interesse e incompatibilità previste dal decreto legislativo numero 39. «Il sindaco Enzo Bianco a Catania ha un assessore in giunta che ricopre esattamente il mio stesso ruolo nell’Asp di Catania e il tema dell’incompatibilità non si è posto, un altro dato che mi ha sempre rassicurato», aggiunge Miroddi.
Il tema della presunta incompatibilità del sindaco aveva riscaldato per mesi il clima politico, tra interrogazioni consiliari, dibattiti in aula e scontri tra lo stesso Miroddi e la segreteria comunale. Il sindaco Miroddi e l’ex assessore Monasteri, quest'ultima dirigente amministrativo di dipartimento amministrativo all’Asp di Enna, in seguito dimessasi dalla giunta, si erano dichiarati compatibili fin dall'inizio. L’opposizione, però, soprattutto il Partito democratico, aveva denunciato «l’elusione» della normativa anticorruzione per «omessa dichiarazione» di un articolo, e aveva chiesto spiegazioni al segretario generale, Carolina Ferro, presentando un’interrogazione consiliare. In un’interrogazione al segretario generale Ferro, responsabile della Prevenzione della corruzione, i consiglieri Teodoro Ribilotta e Lillo Cimino per il Pd, e Teresa Neglia per la lista «Nigrelli Sindaco», avevano chiesto «chiarimenti su tale omissione» e sulla sua conformità al dettato di legge. Il sindaco Miroddi da parte sua, convinto della bontà della sua posizione, si era anche riservato nei confronti della Civit, l’organo anticorruzione, azioni per il risarcimento dei danni subiti nel caso di riconoscimento della propria incompatibilità. E aveva fatto sapere di optare, in caso di incompatibilità, per l’aspettativa dal lavoro continuando a fare il primo cittadino.
Negli ultimi mesi la stessa Civit, l’autorità nazionale anticorruzione, ha deliberato diversi pareri interpretativi sull’applicazione del decreto, sollecitato dalle richieste di chiarimenti arrivate da numerosi comuni in tutta la penisola e dalla stessa direzione dell’Anci, l’associazione nazionale dei comuni italiani. Proprio qualche mese fa la Civit, poi, aveva sospeso i propri precedenti pareri. Insomma una situazione non facile per gli stessi segretari generali ai quali il legislatore ha assegnato questo delicato compito di filtro.

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