Piazza Armerina, centro per disabili a «Scarante»: il Csr ci riprova dopo la prima bocciatura

PIAZZA ARMERINA. Dopo la prima contestata bocciatura di qualche mese fa il centro siciliano di riabilitazione (Csr) ci riprova. Torna in aula il 26 marzo pomeriggio la variante al Piano regolatore generale proposta per la realizzazione di un centro socio riabilitativo per disabili in contrada Scarante.
Pesanti erano state le polemiche tra maggioranza e opposizione all’indomani del mancato via libera dello scorso gennaio al progetto del Csr. Il governo guidato dal sindaco Filippo Miroddi aveva proposto la variante, ma era andato sotto in consiglio comunale. Solo in sei i consiglieri vicini a Sala delle Luci che avevano votato favorevolmente la variante. Al momento del voto era uscito dall’aula il consigliere di maggioranza Filippo Vitali, mentre un altro consigliere di maggioranza, Concetto Arancio, si era astenuto insieme alle opposizioni. Alla fine 8 consiglieri astenuti e 8 favorevoli, con la variante al Prg che era rimasta carta straccia. «Speriamo che nel frattempo si sia capita la bontà del nostro progetto, i disabili dopo quel primo voto ci sono rimasti veramente male e molto amareggiati, vogliamo dare una casa ai nostri ragazzi, essere beffati da un voto negativo per la seconda volta sarebbe grave», spiega Lorenzo Naso, delegato nella città dei mosaici del Csr e responsabile del centro diurno per disabili Aias. «Spero che il consiglio comunale ci lasci realizzare il centro di riabilitazione per disabili». L’appello è arrivato dal presidente del Csr, Francesco Lo Trovato, il quale ha voluto spiegare la realtà dei centri socio-riabilitativi simili gestiti anche in provincia di Enna, come a Barrafranca e a Nicosia, attivati con procedure simili a quella per cui è arrivato il no dell’assemblea cittadina. «Vogliamo ricordare che esiste una legge, la numero 104, che dispone molto chiaramente la deroga al Piano regolatore, proprio per la fabbricazione di edifici preposti alla riabilitazione di quanti necessitano di cure particolari», aggiunge Naso. Il Csr gestisce 19 centri riabilitativi in tutta la Sicilia e, come già accaduto in moltissime altre realtà dell’isola, ha comprato un terreno agricolo per edificare una struttura ex novo totalmente a proprie spese. Con il via libera dell’aula consiliare la realizzazione del nuovo centro entrerà nella programmazione regionale del Csr che metterà a disposizione proprie risorse per la nuova realtà. «Non eravamo contro il progetto, ma il nuovo Piano regolatore prevede delle aree nelle quali è possibile realizzare centri di questo tipo, non capisco perché si è scelto un terreno privato in una zona agricola, al di fuori delle aree previste dal Prg», hanno motivato dalle opposizioni il no all’operazione. Questa volta il mondo della disabilità potrebbe mobilitarsi, partecipando in massa alla seduta del prossimo mercoledì pomeriggio, proprio per far sentire il fiato sul collo alle opposizioni e rivendicare con la propria presenza il diritto al rispetto della 104. Dopo il voto di gennaio erano volate parole grosse tra i consiglieri favorevoli e quelli contrari, a colpi di comunicati stampa e interventi sui social network.

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