Nicosia, per la Rianimazione nodi ancora da sciogliere

NICOSIA. Rimane la grande attesa per la rianimazione e la sua riattivazione all'ospedale Basilotta. Ieri l'audizione mirata in commissione Sanità dell'Ars ha registrato ancora una volta buoni propositi ma senza precise indicazioni. D'altronde era prevedibile perché la commissione non può fare scelte, visto che il suo ruolo è consultivo, ma può, e così sembra che sarà, sollecitare al governo regionale una riattivazione necessaria per la garanzia del diritto alla salute di una vasta area di territorio della zona nord dell'Ennese e di alcuni Comuni del Messinese e del Palermitano. La delegazione nicosiana era formata dal sindaco Sergio Malfitano, dal vicesindaco Carmelo Amoruso, dal presidente del consiglio Maria Di Costa, dai consiglieri Tomasi, Bruno, Lizzo e Vega e dal dottore Monzù in rappresentanza dei primari del nosocomio nicosiano. All'incontro hanno partecipato anche il commissario straordinario dell'Asp di Enna Termine e la dirigente dell'assessorato Murè.
"Abbiamo rappresentato alla commissione, che si è mostrata particolarmente sensibile alla problematica - spiega il sindaco Sergio Malfitano - la necessità e l'urgenza della attivazione della rianimazione, che non può e non deve essere una concessione politica ma che piuttosto è un diritto sancito per legge. E noi non chiediamo favori ma - continua - solo che ci vengano garantiti i nostri diritti. Il nostro è un territorio che per le sue caratteristiche montane e per le precarie vie di collegamento deve essere dotato della rianimazione". La questione non è però solo di fondi, che pure è un problema visto che per intervenire sulla struttura sarebbero necessari un milione e mezzo di euro, ma anche di assunzioni perché bisognerebbe assumere altri anestesisti. Al momento in tutta la Sicilia non si possono fare assunzioni, ma pare che l'assessorato dovrebbe concedere una deroga per le zone di montagna come quella nicosiana e questo aprirebbe la possibilità di garantire il personale necessario.
Nel corso dell'incontro è emerso pure come non sia stata attivata nemmeno la Tipo, ossia la terapia intensiva post operatoria, nonostante che l'assessore Borsellino nel corso di una sua visita al Basilotta avesse indicato alla direzione dell'Asp di attivarla subito. Anche in questo caso ad incidere negativamente potrebbero esseri i problemi legati al personale.
E tutto questo mentre è ancora vivo il ricordo di Antonella Seminara che era arrivata al Basilotta per partorire, ma una complicazione dopo il parto le era stata fatale proprio perché la mancanza della rianimazione e la carenza di posti in analoghi reparti di ospedali più vicini aveva reso necessario un trasferimento in elicottero a Sciacca, ma il ritardo del mezzo aereo aveva portato alla morte della paziente qualche minuto prima dell'arrivo. Ma neanche questo fatto tragico ha fatto accelerare l'attivazione di un reparto chiuso da 26 anni.

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