Piazza Armerina, trovata ennesima discarica di eternit

PIAZZA ARMERINA. Quintali di eternit abbandonato a pochi metri dal centro abitato, tra il cimitero Bellia e l’ospedale «Chiello». Discarica a cielo aperto quella che si trova sotto alcuni alberi di eucaliptus, l’ennesima che, oltre a minacciare la salute, sta rischiando di provocare un vero e proprio salasso per le casse comunali costrette a bonificare i luoghi. Non solo eternit, con onduline e vecchi contenitori dell’acqua, ma anche decine e decine di penumatici, televisori con il tubo catodico ed elettrodomestici. Sul sito abbandonato con molta probabilità nelle prossime ore scatterà una relazione del servizio di Tutela ambientale comunale e del distaccamento del Corpo Forestale.
L’abbandono di eternit per le campagne armerine sta diventando una vera e propria emergenza per le già precarie casse comunali, con il Comune costretto a dover ricorrere più volte al meccanismo dell’ordinanza per provvedere alla rimozione controllata di questo particolare tipo di rifiuto speciale.
Tanto che adesso l’amministrazione comunale ha deciso di correre subito ai ripari, mettendo mano al sistema di autorizzazioni delle ristrutturazioni edilizie: chi in futuro vorrà ristrutturare il tetto della propria abitazione dovrà fornire in modo preciso e puntuale il nome dell’impresa presso la quale effettua il conferimento e lo smaltimento dell’eternit, pena sanzioni amministrative pesantissime. Una misura che verrà adottata per scoraggiare quello che è diventato un vero e proprio far west dell’amianto. Una misura guida inserita nel piano anti-deficit messo a punto dal servizio Economico-finanziario per contenere le spese dell’ente ed evitare di finire con i conti in rosso. Di recente in poche settimane erano state affidate bonifiche per 15 mila euro, dopo diverse segnalazioni arrivate da più parti, cui si aggiunge per la sola discarica di Malcristiano una somma tra i 20 e i 30 mila euro. L’eternit rimane un grosso problema sia fuori che, soprattutto, dentro il centro abitato, con il materiale tossico che si trova ancora presente in molte abitazioni private, ma anche nelle strutture pubbliche che per questo rimangono inagibili e sottratte alla fruizione collettiva. Molti cittadini, per risparmiare sui costi di smaltimento, preferiscono scaraventare l’eternit tra le campagne, causando un costo per la collettività, e provocando continue polemiche e proteste.

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