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Nicosia: parco eolico Giunchetto, arriva il dissequestro per la fattoria del vento

NICOSIA. Dopo la chiusura delle indagini sul parco eolico di Giunchetto, a gennaio scorso, arriva la notizia del dissequestro della fattoria del vento che era sotto inchiesta da novembre del 2010 ed era stata sequestrata a maggio del 2013. La notizia è ancora informale, ma sebbene non si conosca nel dettaglio il provvedimento, il dissequestro è sicuro e a confermarlo è la mancanza dei sigilli che erano stati apposti negli aerogeneratori. E mentre si aspetta di conoscere il provvedimento nei dettagli, anche per capire se è stato emesso con prescrizioni o meno, si attende anche la decisione della Procura di Enna in merito ai cinque indagati.
La fattoria del vento, formata da 35 aerogeneratori, snoda le sue torri nei territori di Leonforte, Nicosia e Nissoria. E fin dalla sua nascita è stata osteggiata dai residenti dell'area in cui sorge, in particolare contadini e allevatori. Il procuratore Fabio Scavone a maggio del 2013 aveva chiesto, e ottenuto, il sequestro dell'intero parco per una serie di reati ambientali legati alla sistemazione idraulica, a difformità legate alla realizzazione dell'impianto, al mancato rispetto delle distanze, alla mancanza, per una stradella di collegamento tra due torri, di concessione edilizia. Reati che la Procura nicosiana aveva inizialmente contestato a tre dei quattro indagati Antonio Artimagnella, Carlo Durante, Saverio Barile, rispettivamente legale rappresentante della Aerochetto Srl, i primi due, e della Cedelt Spa. La Aerochetto è la ditta titolare del progetto di realizzazione della fattoria del vento, mentre la Cedelt è la ditta che realizzò i lavori. Il quarto indagato Corrado Barberis, assieme a Carlo Durante, è accusato di avere collocato tre torri in siti diversi da quelli progettuali e provocato l'inquinamento acustico che un paio di anni fa fece scattare una serie di denuncie depositate all'Arpa di Enna. Ma tra gli indagati, come si seppe a gennaio scorso, c'è anche Florence Duval, legale rappresentante della Aerochetto, che quindi sarebbe responsabile della difforme allocazione e anche della produzione di rumori molesti. Le indagini sono state lunghe e particolarmente articolate. Si sono avvalse di una consulenza tecnica e dell'attività di verifica dell'Arpa di Enna. E proprio sulla base dell'impianto investigativo la Procura ritiene che sarebbero «evidenti le difformità» dell'impianto rispetto all'autorizzazione assessoriale regionale. Anomalie ci sarebbero state anche nella realizzazione dell'impianto.

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