Violenza sessuale a Enna, l’anziano alle lolite negli sms: «Ti voglio bene amò»

ENNA. È salito a cinque il numero delle presunte vittime, tutte minorenni, di Salvatore D., 74 anni, artigiano che vive nella zona di Montesalvo, posto agli arresti domiciliari l’altro ieri dai poliziotti della squadra mobile e dai carabinieri della compagnia di Enna, nell’ambito di un'inchiesta congiunta, coordinata dalla Procura ennese.
Due quindicenni, che per gli inquirenti l’anziano attirava nel suo garage per pomeriggi interi, sarebbero vittime delle violenze sessuali, consistite in ripetuti palpeggiamenti nelle parti intime, mentre ci sarebbero altre tre ragazze che avrebbero subito molestie di altro tipo, non sessuali, un’ipotesi di reato minore. Sono alcuni degli elementi che vengono fuori all’indomani dell’arresto, disposto su decisione del Riesame, confermata di recente dalla Cassazione, che ha respinto il ricorso della difesa dell’anziano. A dire no all’arresto, invece, era stato inizialmente il Gip. L’indagine è ancora in corso. Le attività investigative hanno preso il via un paio di anni fa, ad opera dei due organi investigativi, diretti dal vicequestore Giovanni Cuciti e dal capitano Daniele Puppìn. Secondo quanto sostiene l’accusa, in pratica, l’anziano mandava messaggini, scrivendo «ti voglio bene amò» a delle ragazzine. Poi le attirava a casa sua promettendo ricariche telefoniche o altri regalini e ne abusava, palpeggiandole ripetutamente e facendosi toccare da loro. I messaggini sono stati estrapolati dai poliziotti, mentre i carabinieri hanno eseguito le intercettazioni.
Fra i contenuti ritenuti «significativi» ci sono alcuni sms in cui scriveva frasi come: «Sogni d’oro»; «ti voglio bene tu sai quanto» o «la ricarica ce l’ho, te la puoi venire a prendere». A gravare pesantemente ci sono anche le dichiarazioni delle due ragazzine, che agli investigatori avrebbero confermato tutto, fornendo spunti importanti, attualmente già in mano della Procura di Enna. L'indagato è difeso dall’avvocato Gabriele Cantaro. Non è emerso se adesso l'anziano dovrà essere sottoposto o meno all’interrogatorio di garanzia.
Secondo quanto si è appreso, a ogni modo, tutto è scaturito dai timori dei genitori delle ragazzine, che si sono chiesti, e hanno chiesto alla squadra mobile di indagare - mentre nel frattempo i carabinieri, diretti dalla Dda di Caltanissetta, hanno aperto un’indagine, ipotizzando un presunto caso di prostituzione minorile (poi caduto)- sul perché di quello strano rapporto di amicizia fra un ultrasettantenne e delle ragazze in tenera età, come le loro figlie.
Intanto ieri da fonti di difesa è trapelato che l’anziano – che dopo l’arresto si sarebbe anche sentito male – si professa totalmente estraneo a ogni accusa, affermando che sarebbero stati fraintesi alcuni suoi comportamenti. Dalle stesse fonti emerge anche che al Riesame la Procura di Enna aveva chiesto il carcere, ma che il Tribunale di Libertà aveva accolto l’istanza solo in parte, mentre la difesa ne chiedeva il rigetto. Per l’anziano, in pratica, si sarebbe trattato di un enorme equivoco: intende difendersi e chiarire la propria posizione, per affermare la propria totale estraneità ai fatti.

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