Enna: baby prostitute, il giorno del giudizio

ENNA. La maggior parte degli imputati rischia pene bassissime, perché il codice penale punisce chi ha rapporti con baby prostitute con "la reclusione da sei mesi a tre anni o una multa non inferiore a 5.164 euro". Sta di fatto che si chiuderanno oggi, lo stesso giorno, i processi per due storie incredibili, avvenute a Enna e a Leonforte. Parola al pm Maria Pia Ticino al processo "Pandemia", sul vasto giro di prostituzione minorile scoperto a settembre del 2012 dalla squadra mobile. Alla sbarra sono 4 clienti e una presunta sfruttatrice, ma altri 8 clienti hanno patteggiato 6 mesi o 1 anno di reclusione, a seconda se abbiano avuto rapporti con la ragazzina a 15 o a 16 anni. E intanto è emerso qualche particolare in più sulla testimonianza di un dipendente comunale, che ha scagionato uno degli imputati, alla scorsa udienza, deponendo come testimone della difesa.
Ha sostenuto che in ufficio c'era sempre lui e che, dunque, non sarebbe stato possibile che il suo collega incontrasse prostitute lì, ma non solo: l'impiegato ha aggiunto che in quell'ufficio non c'era nessun divano, come ha sostenuto invece la baby prostituta nell'incidente probatorio. Ha fornito in generale una ricostruzione dell'ambiente differente. Il giudizio abbreviato si celebra di fronte al Gup di Caltanissetta David Salvucci. Il dipendente comunale, 57 anni, è difeso dall'avvocato Giovanni Palermo. Secondo l'accusa, in quei locali sarebbero avvenuti incontri con la baby prostituta e con la "zia", L.B.. Più grave la posizione di quest'ultima, accusata di sfruttamento della prostituzione. È difesa dall'avvocato Franco Puzzo. Oggi parola al pm, dunque, poi, sempre in giornata, sono attese le arringhe dei difensori degli imputati, della parte civile e la sentenza. La baby squillo si è costituita parte civile, attraverso il tutore nominato per lei dal Tribunale, e ha chiesto un grosso risarcimento danni. L'indagine è stata condotta dagli agenti della squadra mobile, diretti dal vicequestore Giovanni Cuciti.
Questa mattina è attesa anche la sentenza del processo per prostituzione minorile e sfruttamento della prostituzione che vede alla sbarra tre persone, i genitori di una baby prostituta, leonfortesi - accusati di sfruttamento - e l'anziano di Enna che sarebbe andato a letto con lei a pagamento. Il pm Roberto Condorelli ha chiesto tre condanne, per un totale di oltre tredici anni di prigione. L'anziano, difeso dall'avvocato Giovanni Palermo, è accusato di prostituzione minorile e per lui il pm ha chiesto 2 anni. Chiesti poi 6 anni per la madre e 5 anni e 5 mesi per il padre. I genitori sono difesi dall'avvocato Antonio Impellizzeri. Il processo si celebra di fronte al Gup Marcello Testaquadra. La ragazza, parte civile, è assistita dall'avvocato Gaetano Giunta.

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