Consorzio di bonifica 6, è protesta per arretrati e blocco delle assunzioni

ENNA. Se entro mercoledì prossimo dalla Regione non arriveranno notizie confortanti scatterà da parte dei lavoratori lo sciopero ad oltranza con il blocco dei servizi erogati al comparto. È questo l'ultimatum arrivato dal comparto dei Consorzi di Bonifica siciliani al governo Crocetta. La decisione è stata presa nella mattinata di mercoledì scorso quando in contemporanea in tutti gli 11 consorzi di bonifica siciliani promossa da Cgil, Cisl e Uil di categoria è scattata la protesta dei dipendenti con l'occupazione delle sedi.
Nella sede del Consorzio di Bonifica 6 Enna che conta circa 300 dipendenti, in via Donna Nuova sono arrivati in oltre 100 lavoratori per la maggior parte operai stagionali centocinquantunisti, centunisti e cinquantunisti, che sono poi quelli che rischiano di non fare nel 2014 neanche un giorno di lavoro se dalla Regione non saranno previste le risorse necessarie. Ma non se la passano bene neanche quelli a tempo indeterminato che sono in arretrato di quasi 2 mensilità di stipendi. E se si dovesse arrivare al blocco dei servizi erogati, il danno per il comparti agricolo sarebbe di dimensioni spaventose in particolare per una provincia come quella ennese che dell'agricoltura ne fa ancora uno dei suoi settori trainanti. Ma malgrado questo forte campanello d'allarme si assiste anche all'assordante silenzio da parte delle associazioni professionali di categoria degli agricoltori che pare non interessi questa vertenza anche se poi ad esserne penalizzati sarebbero anche i loro stesso associati. In particolare verrebbero a bloccarsi le stagioni irrigue che sono state appena avviate.
Ma la situazione potrebbe anche sfociare in problemi di ordine pubblico come ha preannunciato nei giorni scorsi lo stesso direttore generale del Consorzio di Bonifica Gaetano Punzi informando le istituzioni interessate sulla gravità del momento che vivono gli enti consortili. Ad oggi il settore della bonifica malgrado una nuova legge di riordini che ha ridotti gli enti in Sicilia da 11 a soli 2, manca di un regolamento attuativo che ne disciplini compiti, funzioni, organizzazione e soprattutto, che tenga conto delle condizioni e dei problemi dei lavoratori. Da tempo si attende che la Regione provveda a trasferire le risorse ai vari consorzi necessari a svolgere le loro attività istituzionali garantendo sia l'attività ordinaria che straordinaria. «La Bonifica che, rappresenta l'ultimo ente a difesa del territorio e che rende servizi di assoluto valore per ciò che viene considerata la maggiore industria siciliana ovvero l'agricoltura - scrivono i segretari provinciali di categoria di Cgil, Cisl e Uil, Nunzio Scornavcche, Massimo Bubbo e Enzo Savarino - e oggi viene mortificata. Tutto questo non è più accettabile pertanto i lavoratori, si soni riuniti in assemblee in attesa che arrivino segnali positivi da questo Governo; nella malaugurata ipotesi che questo governo dovesse ancora tenere atteggiamenti negativi nei confronti dei lavoratori della Bonifica confermiamo la partecipazione allo sciopero generale del prossimo 23 aprile».

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