«Troppi disservizi all’ospedale di Nicosia»

NICOSIA. Dopo l'ennesimo disservizio, questa volta il guasto dei computer in ortopedia che dal 14 aprile ha fatto saltare le prenotazioni esterne, la reazione del sindaco Malfitano non si fa attendere. «Ora basta sul Basilotta vogliamo la verità - afferma il primo cittadino che ha già inviato alla Procura di Enna diversi documenti per una verifica anche giudiziaria delle numerose problematiche dell'ospedale - non è possibile che ogni giorno si presenta un nuovo disservizio che mette a rischio la sopravvivenza del nostro ospedale».

A lamentare la difficoltà il sindaco però non è l'unico perché a metà aprile Francesco Castelli, segretario provinciale Fials medici che con Mario Bracco è responsabile dell'organizzazione sindacale, e Paolo Trovato segretario aziendale della Fesmed, hanno presentato un esposto alla Commissione Europea. Le organizzazioni sindacali, assistite dall'avvocato Giuseppe Agozzino, hanno denunciato lo Stato italiano per la grave condizione lavorativa dei medici del Basilotta legata ai turni di pronta disponibilità. I turni, dovrebbero essere massimo 10 al mese per ogni medico, ma invece superano, da tempo, questo limite fino ad arrivare a 20. Una situazione paradossale che, per altro, i sindacati denunciano già da tempo in una situazione cronica di carenza di personale, medico e paramedico che ha letteralmente messo in ginocchio l'attività dell'ospedale esponendo il personale in servizio a turni massacranti, ma nemmeno così si è riusciti a garantire le prestazioni agli esterni. È il caso della radiologia, del laboratorio analisi e adesso, a causa del guasto ai computer, anche dell'ortopedia, che per la qualità delle prestazioni erogate e soprattutto degli interventi attira pazienti da tutta la Sicilia.

«I fatti - continua Malfitano - evidenziano che ogni giorno c'è un nuovo disservizio che rende impossibile l'attività quotidiana dell'ospedale. Mi auguro che le autorità giudiziarie, sia quelle a cui mi sono rivolto io che quelle a cui si sono rivolti i sindacati, facciano finalmente chiarezza e si attivino per fare emergere eventuali responsabilità. Inoltre - sottolinea - voglio fare presente che le carenze continuano». Le carenze già denunciate riguardano i farmaci, i presidi sanitari, i reattivi di laboratorio, ma anche la mancata riattivazione dei contratti di manutenzione delle attrezzature elettromedicali. "Solo per fare un esempio. Incalza Malfitano - dopo oltre 8 mesi il colonscopio mi risulta fermo perché non è stato ancora riparato".

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