Piazza Armerina, i gioielli della città «negati» ai turisti

PIAZZA ARMERINA. I contenitori museali del Simpa, il sistema museale della città dei mosaici, spesso trovati chiusi dai turisti. Non tutti i musei del centro storico riescono a garantire un orario di visita continuo ed in alcuni casi l'apertura di fatto viene assicurata solo il pomeriggio. Il turista arriva, vorrebbe visitare, ma si trova costretto a trovare chiuso. Il problema del personale, privato, pubblico o in convenzione, addetto alla custodia dei siti museali durante gli orari di apertura è il tallone di Achille con il quale deve misurarsi la città.
Per non parlare delle tantissime chiese chiuse sulle quali la Diocesi non riesce ad incidere a sufficienza. Il sistema museale armerino (Simpa) è stato istituito da un paio di anni. Comprende la Pinacoteca comunale, la mostra permanente del Libro Antico all'ex Collegio dei Gesuiti, allestita nella biblioteca comunale, la mostra archeologica «Marmi ritrovati e marmi colorati», il teatro Garibaldi, la mostra permanente della Civiltà mineraria della Lega Zolfatai e la Casa Museo del Contadino, il cui ingresso nel sistema museale armerino è di qualche settimana fa. Tre dei cinque siti sono comunali, due, la mostra allestita nel 2008 nella sede della Lega Zolfatai, con la collaborazione del Comune e del "Gal Rocca di Cerere", e la Casa Museo del Contadino, sono privati. La mostra archeologica ospitata a Palazzo di Città, invece, dove sono esposti i reperti della Villa Romana, è rimasta in via Cavour per alcuni mesi, poi trasferita nei magazzini del Parco Archeologico, in attesa che diventi realtà il museo di Palazzo Trigona.
Anche il museo Diocesano, sulla base di un accordo già stipulato negli anni scorsi tra il Comune e la Curia vescovile, è stato inserito nello stesso circuito. Sono sempre visitabili? «Io sono solo, il museo è una mia creatura, frutto di 40 anni di passione, mi accollo tutto, le utenze, i locali, ma da solo non posso sempre garantire l'apertura mattina e pomeriggio», dice Mario Albanese, fondatore della Casa Museo del Contadino. A metà maggio Albanese per ragioni familiari sarà fuori della Sicilia per dieci giorni e il museo rimarrà chiuso. Stesso problema per la mostra permanente della Civiltà Mineraria. «Il pomeriggio garantiamo sempre l'apertura, la mattina non ce la facciamo, lanciamo un appello all'amministrazione comunale a fornirci, almeno nel periodo estivo, almeno un'unità che possa consentire l'apertura anche di mattina», spiega Franco Lo Monaco, il quale con Mario La Mattina, entrambi ex minatori, ha fondato il museo sulla civiltà mineraria. La mostra comunale archeologica permanente «Marmi ritrovati e marmi colorati» continua a rimanere chiusa nei magazzini del Parco Archeologico della Villa Romana di Palazzo Trigona. Il teatro comunale Garibaldi non ha ancora un orario di visita quotidiano riservato ai turisti. Importante, invece, l'apertura della Pinacoteca che il Comune riesce a garantire con proprio personale durante tutta la settimana, mattina e pomeriggio.

© Riproduzione riservata

* Campi obbligatori

Immagine non superiore a 5Mb (Formati permessi: JPG, JPEG, PNG)
Video non superiore a 10Mb (Formati permessi: MP4, MOV, M4V)

Enna: i più cliccati