"Deposito cauzionale", pasticcio AcquaEnna

ENNA. C'è aria di sommossa contro AcquaEnna. La società che gestisce il servizio idrico in provincia ha recapitato all'utenza la nuova bolletta trimestrale sempre più salata. Chiede il pagamento di 25 euro quale deposito cauzionale. Spiega, facendosi forte di una comunicazione dell'Autorità per il sistema idrico, che tale deposito è versato «dall'utente a titolo di garanzia e che deve essere restituita dopo la cessazione del contratto».
Purtroppo il vertice ad AcquaEnna non importa che tale deposito cauzionale è stato già versato ai Comuni. E infatti così risponde: «L'eventuale deposito cauzionale versato ai Comuni, precedenti gestori del servizio idrico, riguarda il rapporto esclusivo Utente-Comune, trattandosi di garanzia dei debiti/crediti intercorrenti tra gli stessi. Niente dialogano e l'utente paga anche due volte la stessa somma. AcquaEnna è stata sommersa in pochi giorni da centinaia di reclami senza considerare l'esasperazione dell'utenza che paga bollette salatissime, le più care d'Italia, e ad ogni scadenza trova un balzello nuovo.
Non solo ma un utente ha fatto notare: «Io non ho mai firmato un contratto con AcquaEnna. Mi ci hanno trasferito d'ufficio e come hanno fatto per la mia posizione così devono fare per il deposito cauzionale». Reclami inferociti anche a palazzo di città con il sindaco Paolo Garofalo che ha capito la delicatezza della situazione e l'esasperazione della cittadinanza che in pochi anni fra acqua e rifiuti si è vista moltiplicare la tassazione senza ottenere un riscontro adeguato in tema di miglioramento dei servizi. «Considerato che l'argomento - dice Garofalo - interessa l'intera provincia ho contattato il prefetto Fernando Guida al quale ho chiesto di convocare i sindaci dell'Ennese unitamente all'Ato idrico ed AcquaEnna». Un passaggio ritenuto fondamentale per «approfondire la tematica e garantire una più corretta e diffusa informazione ai cittadini e agli stessi enti locali». I sindaci della provincia sono quindi in attesa di una convocazione che avverrà nei prossimi giorni. Dall'azienda che gestisce il servizio idrico nessuna risposta diretta se non una nota-stampa. Chiamato telefonicamente il dirigente Zappalà ha fatto sapere di essere impegnato in una riunione. Se AcquaEnna non parla Assoconsumatori ha dissotterrato l'ascia di guerra: «La richiesta del deposito cauzionale è a nostro giudizio priva di ogni fondamento».
E fanno i conti in tasca all'azienda che in questo modo "metterebbe in saccoccia circa 2 milioni e 500 mila euro a fronte di nessun servizio reso". Pippo Bruno e i suoi spiegano: "La convenzione di gestione prevedeva la sola tariffa quale corrispettivo del Servizio idrico integrato. Con le anticipazioni per le fasce di consumo il gestore incamera somme non dovute che il cittadino è costretto a versare". Senza contare che c'è stato un referendum popolare con il quale a stragrande maggioranza gli elettori hanno detto basta con la privatizzazione dell'acqua. Assoconsumatori è pronta con i ricorsi ed ha dato mandato a due avvocati Ilaria Di Simone e Giuseppe Milano "per intraprendere le necessarie azioni a difesa dei cittadini". Per mettersi in contatto telefonare al 329-3131303.

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