Enna, Asp: accuse "in diretta"

ENNA. «Se credi di affrontare i problemi con gli aforismi di Schopenhauer, puoi liberare la sedia che occupi. Qua ce ne accorgeremo in positivo». Il sindaco Paolo Garofalo si è rivolto a muso duro al commissario straordinario dell'Asp Giuseppe Termine, ieri nel consiglio comunale straordinario svoltosi alla sala convegni dell'Umberto I, su convocazione del presidente di Sala D'Euno Maurizio Bruno. La seduta è stata convocata per affrontare il tema, già emerso all'ultima seduta dell'aula, dei disagi segnalati dagli utenti per il personale ritenuto numericamente insufficiente al Pronto soccorso (dato che però viene smentito dall'ospedale) e nelle sale operatorie, per la dotazione dei farmaci e per le liste d'attesa. Il braccio di ferro tra il sindaco e il commissario - che ha parlato prima di Garofalo e che poi, seduto accanto a lui, gli ha risposto con un ghigno e una battuta, mentre stava ancora finendo di parlare, accusandolo indirettamente di fare del populismo dicendo, a voce alta: «Poi vengo io a fare il comizio» - è stato il punto centrale della seduta, iniziata alle 10 e finita poco prima delle due del pomeriggio. Ad aprire i lavori è stato il presidente Bruno.
«Abbiamo raccolto le segnalazioni dei cittadini, testimoni del lento declino di questo ospedale - ha detto il presidente - che da sempre ha rappresentato il fiore all'occhiello di questa città». Poi l'intervento del commissario, che ha ricordato il suo alto profilo professionale a Palermo, «dove sono il professore Termine, uno dei pochi chirurghi che non ha mai preso una lira di attività da libero professionista», di aver cercato di dare un indirizzo alla sanità di questa provincia ma dovendosi scontrare con resistenze a Piazza Armerina e Leonforte, perché in questa provincia «chiunque si sente il direttore generale». Ha ricordato che la sanità ennese produce 30 milioni di euro l'anno "ma ne perde 23"; poi ha puntato l'indice contro alcuni dipendenti dell'ospedale, dicendosi pronto a dare una valutazione negativa e accusando alcuni, con un linguaggio a dir poco diretto, di «non volerne sapere di lavorare». Infine ha puntato l'indice contro "la politica e il sindacato, che non vogliono cambiare la sanità"; e, riguardo al Pronto soccorso, ha annunciato che sarà aperto il Ppi e i locali saranno ampliati. «Da 50 anni questo ospedale ha avuto medici e infermieri all'altezza della situazione - ha replicato il sindaco, parlando anche da presidente della Conferenza dei sindaci - persone che qui sudano il loro pane quotidiano e che difendo io, da sindaco e da uomo di 50 anni che ha sempre vissuto qui. Gli ospedali di Nicosia, Leonforte e Piazza Armerina, inoltre, non sono da chiudere ma da potenziare». I dati sul Pronto soccorso sono stati forniti dal direttore sanitario Giuseppe Camilleri, che ha ricordato l'alto numero di ricoverati provenienti a Enna da altre zone della Sicilia, per le eccellenze presenti nei reparti e definito l'Umberto I uno «dei migliori ospedali». Le cifre sul Pronto soccorso sono state elaborate da un'indagine indipendente voluta dalla Regione: «Al Pronto Soccorso di Enna è emerso che gli accessi annui sono circa 25.000, dato che colloca il Pronto Soccorso di Enna al penultimo posto, come numero di accessi, rispetto a tutti gli altri siciliani». Inoltre emerge che i medici del Pronto Soccorso dedicano in media 37 minuti a paziente (la media siciliana è 35) e gli infermieri 62 minuti (la media è 56).

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