Indagine sulla Formazione, minacciato operatore: ad Enna scoppia la psicosi dei corsi fantasma

«Il nostro è un corso assolutamente approvato e perfettamente in regola. Non abbiamo nulla a che vedere con le storie di questi giorni». Erano sei i «beffati» di un corso che non era in realtà stato autorizzato

ENNA. «Restituiscimi i soldi o ti prendo a botte». È quanto si è sentito dire il responsabile di un corso di formazione per Osa e Oss della sanità in provincia di Enna, B.C., da uno dei suoi corsisti, preoccupato per le notizie circolate in questi giorni sull'inchiesta, aperta dalla Procura di Enna a seguito delle denunce di alcuni giovani, che riferiscono di aver seguito "lezioni-fantasma". Alcuni aspiranti operatori, in pratica, hanno denunciato di aver pagato quasi duemila euro, di aver seguito mille ore di corsi e superato un esame, svoltosi in Emilia Romagna o in Lombardia, ma di non aver acquisito, nonostante ciò, alcun titolo di operatore socio-sanitario o socio-assistenziale. Solo che la società in questione, che ha aperto fino a un certo periodo una sede in provincia, ha i propri responsabili di un'altra zona della Sicilia; e con i corsi organizzati da società di Enna - come quella di B.C., che opera regolarmente - non ha nulla a che vedere. Allo stato attuale non si possono fornire maggiori elementi perché l'inchiesta è in corso, diretta dal pm Fabio Scavone e dal procuratore Calogero Ferrotti, per non ostacolare il lavoro degli investigatori. «Il nostro è un corso assolutamente certificato, approvato e perfettamente in regola. Non abbiamo nulla a che vedere con le storie raccontate dalle cronache di questi giorni - aggiunge B.C. - ma ho deciso comunque di restituire i soldi al giovane che si è presentato. Certe notizie rischiano di creare confusione e allarmismi ingiustificati». Intanto, come detto, l'indagine prosegue, sul caso denunciato da almeno sei giovani, assistiti dall'avvocato Sinuhe Curcuraci: sostengono di aver seguito nell'Ennese le istruzioni dei responsabili del corso, per ottenere un titolo con cui lavorare in ospedali o cliniche, sia nel pubblico che nel settore privato. Ma quel corso, sostengono di aver saputo solo successivamente, non era autorizzato. Per questo ora ipotizzano un raggiro. Tutto sarebbe iniziato nel 2011, quando sarebbero stati posti i manifesti per le strade e tanti giovani senza lavoro, in cerca di un'opportunità da non perdere in tempi di disoccupazione devastante, si sarebbero fatti avanti. «Il costo del corso era di quasi duemila euro, di cui duecento versati come acconto e il resto a rate mensili da 150 euro - ha raccontato uno dei denuncianti -. Nella domanda di ammissione veniva ribadito che il corso dava diritto all'ottenimento delle qualifiche Osa e Oss, tanto che, alla fine, si sarebbe svolto un esame al cospetto di una commissione nominata dalla Regione Sicilia». I corsi sarebbero durati da febbraio a dicembre del 2012, con lezioni orali e tirocinio pratico. Superata la prova finale, i corsisti hanno iniziato a chiedere notizie del loro attestato, ma inizialmente avrebbero avuto rassicurazioni, poi le comunicazioni si sarebbero interrotte e la sede ha chiuso i battenti. 

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