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L’Asp: l’ospedale Basilotta di Nicosia non è a rischio

NICOSIA. Nessun rischio per la sopravvivenza dell'ospedale Basilotta, la direzione dell'Asp 4 di Enna lavora a risolvere i problemi di grave sottodimensionamento d'organico. A darne notizia è il sindaco Sergio Malfitano che ieri ha incontrato ad Enna il commissario straordinario dell'Asp Giuseppe Termine.
A creare l'allarme di un ridimensionamento dei servizi era stata una nota del direttore sanitario Salvatore Madonia, che alla fine di maggio aveva scritto, a seguito delle denunce dei medici alla Commissione Europea, al commissario straordinario dell'Asp di Enna "di adottare drastici provvedimenti di restrizione dell'attività ospedaliera assicurata".
"Il commissario Termine - spiega il sindaco Malfitano - mi ha detto che invierà presto nuovo personale per potenziare gli ausiliari in servizio al Basilotta. Invece per quanto riguarda il personale medico l'unica strada possibile rimane, in attesa della pubblicazione della nuova Rete ospedaliera, quella dei cosiddetti contratti professionali per i quali è già stato pubblicato il bando. Invece - continua - la Regione non ha concesso la deroga, che Termine aveva chiesto, per i contratti a tempo determinati che si potranno bandire solo dopo la pubblicazione della Rete ospedaliera".
I medici del Basilotta, come si ricorderà, hanno presentato ben tre esposti contro i turni massacranti di lavoro cui sono sottoposti a causa dello sforamento sistematico del limite di legge di 10 turni mensili per medico previsti, dal Contratto collettivo nazionale, la pronta disponibilità.
Le situazioni più gravi in Radiologia, con sole due unità mediche, e in Chirurgia ma anche in Anestesia.
La prima denuncia era stata inviata il 7 aprile alla Commissione Europea dai sindacati Fials medici e Fesmed. Poi anche i medici dell'unità operativa di chirurgia del Basilotta avevano denunciato, al ministro della Salute e all'assessore Borsellino, la critica situazione dei turni di pronta disponibilità cui sono sottoposti. Ma nonostante l'esposto, redatto dall'avvocato Giuseppe Agozzino che assiste gli operatori, sia stato presentato a metà aprile Ministero e assessorato regionale alla Salute non hanno risposto. Quindi dopo la nota di Madonia la Fials medici aveva denunciato sempre alla Corte Europea come "abnorme" la reazione del direttore sanitario Madonia un eventuale "provvedimento di ridimensionamento o di chiusura dell'ospedale di Nicosia, come conseguenza delle denunce alla Commissione Europea da parte della Fials Medici".

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