Siciliani in Africa: da 10 anni portiamo salute dove se la sognano

Enlarge Dislarge
1 / 11
“Continuiamo a portare gratuitamente la salute laddove se la sognano, soprattutto per quanto riguarda la prevenzione e la cura delle malattie cardiovascolari ma anche per le altre specialità mediche come per esempio l’odontoiatria. Tanto è quello che abbiamo fatto in questi primi dieci anni di attività, altri ancora sono i progetti futuri che porteremo avanti grazie al supporto di centinaia di volontari e benefattori che sostengono le nostre iniziative tra la Sicilia e l’Africa”.Così il professor Giovanni Ruvolo, primario del reparto di cardiochirurgia del Policlinico “Paolo Giaccone” di Palermo e presidente dell’associazione onlus “A Cuore Aperto”, di ritorno dalla Tanzania dove ha operato in queste settimane per il decimo anno consecutivo insieme a un gruppo di medici e volontari nell’ambito del progetto “Un cuore per Ipogolo” 2014. Significativo il bilancio: quattrocento le visite cardiologiche eseguite tra diagnosi, terapia e assistenza per gli interventi chirurgici; cento le visite e le cure odontoiatriche.“Sono molto felice – afferma Giovanni Ruvolo - che in questi anni abbiamo realizzato tante belle cose in Tanzania, nel villaggio di Ipogolo ma anche in altri villaggi. I punti cardine del progetto sono la formazione e l’assistenza sanitaria. Oltre a curare centinaia di malati abbiamo dato l’opportunità di studiare a centinaia di persone, molte delle quali sono diventati medici, infermieri, operatori sanitari. E’ certamente una bella soddisfazione oltre che un grande aiuto a questo popolo che ne ha tanto bisogno”.Insieme al professor Ruvolo anche la presidente della Comunità Cristiani nel Mondo e deputata regionale Margherita La Rocca che si occupa dell’organizzazione, il cardiologo Paride Giannantoni di Roma, gli odontoiatri Giacinto Marra di Cattolica Eraclea e Piermario Palattella di Roma, le infermiere Nazarena Reina di Palermo e Francesca Albani di Roma, la giovane animatrice Florinda Gulotta di Montevago e il volontario Amedeo Vaccaro di Sciacca.“Abbiamo avviato dieci anni fa il progetto ‘Un cuore per Ipogolo’ che è fondamentalmente di tipo sanitario e che ha la sua base nel villaggio di Ipogolo, nel dispensario che la Comunità Cristiani del Mondo porta avanti ormai da oltre 15 anni. Ma non possiamo fermarci solo ai bisogni sanitari, il cuore – afferma Margherita La Rocca - deve andare oltre quindi ci dedichiamo alla formazione, all’assistenza scolastica, all’animazione per i bimbi e al sostegno a tante famiglie povere fornendo cibo e vestiti.Tutte iniziative che possiamo portare avanti grazie a centinaia di volontari e benefattori che ci offrono generosamente il loro contributo. Siamo convinti che nel momento in cui dai l’istruzione e la salute – aggiunge - la gente sta bene nella propria terra, non è destinata a fuggire e a scappare mettendo a rischio la propria vita. Dovremmo tutti lavorare in questa direzione, perché secondo me la pace in terra si realizza in questo modo”.
“Continuiamo a portare gratuitamente la salute laddove se la sognano, soprattutto per quanto riguarda la prevenzione e la cura delle malattie cardiovascolari ma anche per le altre specialità mediche come per esempio l’odontoiatria. Tanto è quello che abbiamo fatto in questi primi dieci anni di attività, altri ancora sono i progetti futuri che porteremo avanti grazie al supporto di centinaia di volontari e benefattori che sostengono le nostre iniziative tra la Sicilia e l’Africa”.Così il professor Giovanni Ruvolo, primario del reparto di cardiochirurgia del Policlinico “Paolo Giaccone” di Palermo e presidente dell’associazione onlus “A Cuore Aperto”, di ritorno dalla Tanzania dove ha operato in queste settimane per il decimo anno consecutivo insieme a un gruppo di medici e volontari nell’ambito del progetto “Un cuore per Ipogolo” 2014. Significativo il bilancio: quattrocento le visite cardiologiche eseguite tra diagnosi, terapia e assistenza per gli interventi chirurgici; cento le visite e le cure odontoiatriche.“Sono molto felice – afferma Giovanni Ruvolo - che in questi anni abbiamo realizzato tante belle cose in Tanzania, nel villaggio di Ipogolo ma anche in altri villaggi. I punti cardine del progetto sono la formazione e l’assistenza sanitaria. Oltre a curare centinaia di malati abbiamo dato l’opportunità di studiare a centinaia di persone, molte delle quali sono diventati medici, infermieri, operatori sanitari. E’ certamente una bella soddisfazione oltre che un grande aiuto a questo popolo che ne ha tanto bisogno”.Insieme al professor Ruvolo anche la presidente della Comunità Cristiani nel Mondo e deputata regionale Margherita La Rocca che si occupa dell’organizzazione, il cardiologo Paride Giannantoni di Roma, gli odontoiatri Giacinto Marra di Cattolica Eraclea e Piermario Palattella di Roma, le infermiere Nazarena Reina di Palermo e Francesca Albani di Roma, la giovane animatrice Florinda Gulotta di Montevago e il volontario Amedeo Vaccaro di Sciacca.“Abbiamo avviato dieci anni fa il progetto ‘Un cuore per Ipogolo’ che è fondamentalmente di tipo sanitario e che ha la sua base nel villaggio di Ipogolo, nel dispensario che la Comunità Cristiani del Mondo porta avanti ormai da oltre 15 anni. Ma non possiamo fermarci solo ai bisogni sanitari, il cuore – afferma Margherita La Rocca - deve andare oltre quindi ci dedichiamo alla formazione, all’assistenza scolastica, all’animazione per i bimbi e al sostegno a tante famiglie povere fornendo cibo e vestiti.Tutte iniziative che possiamo portare avanti grazie a centinaia di volontari e benefattori che ci offrono generosamente il loro contributo. Siamo convinti che nel momento in cui dai l’istruzione e la salute – aggiunge - la gente sta bene nella propria terra, non è destinata a fuggire e a scappare mettendo a rischio la propria vita. Dovremmo tutti lavorare in questa direzione, perché secondo me la pace in terra si realizza in questo modo”.