Centro Santa Lucia di Enna, Crisafulli: "Pronti ad accogliere i migranti"

ENNA. La struttura organizzativa del Centro accoglienza Santa Lucia di Enna bassa si mette a servizio della grave emergenza immigrati che sta interessando l'intera Sicilia. Infatti l'Opera pia che gestisce una casa per accoglienza anziani a Enna bassa con un centinaio di ospiti, e considerata una delle dieci «Eccellenze» nel panorama delle Ipab siciliane, è stata scelta dalla Prefettura per gestire nel capoluogo l'accoglienza di gruppi di immigrati sbarcati nelle scorse settimane con le carrette del mare in Sicilia. A dare la conferma di questa notizia lo stesso presidente del Centro Accoglienza Anziani Santa Lucia, Rodolfo Crisafulli. In pratica l'ente i cui soci che nominano i componenti del Cda sono il Comune di Enna, la Provincia, l'assessorato regionale alla Famiglia e l'Asp, si occuperà di gestire la struttura dell'ex villaggio del Fanciullo di Pergusa che ospiterà in una prima fase, con molta probabilità sin dalla prima settimana di luglio, una sessantina di immigrati. La struttura dell'ex villaggio del Fanciullo di proprietà di un ente religioso per anni ha ospitato adolescenti in particolare stato di disagio. Negli ultimi anni sino a circa un anno fa aveva ospitato una casa di accoglienza per anziani ma privata che però poi è stata nell'occhio del ciclone giudiziario per problemi di natura gestionale-amministrativa tanto che poi è stata chiusa e gli ospiti all'interno trasferiti in altre strutture. Per quanto riguarda invece questa nuova esperienza l'Ente Santa Lucia di Enna bassa si occuperà di garantire vitto alloggio ed il personale necessario per la gestione ordinaria della struttura. Per il personale necessario a lavorare nell'immobile, si provvederà ad attingere ad una graduatoria di idonei ad un concorso espletato negli anni passati dallo stesso ente. «Siamo pronti per poter dare il nostro contributo in questa emergenza – commenta il presidente dell'Opera pia Rodolfo Crisafulli – stiamo lavorando senza sosta completare tutti gli aspetti organizzativi in modo da poter ospitare questo primo gruppo di 60 persone anche se pare che in futuro il numero possa essere anche maggiore. Ma conto su un gruppo di collaboratori molto preparati». Ri.Ca.

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