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Emergenza sfratti ad Enna, i sindacati: tutelare i morosi incolpevoli

I segretari provinciali dei sindacati degli inquilini hanno scritto al prefetto Fernando Guida, chiedendo un incontro per stipulare un protocollo d’intesa per tutelare i «morosi incolpevoli»

ENNA. Un protocollo d’intesa con la Prefettura e il Tribunale contro l’emergenza-sfratti e il “disagio abitativo”, di recente mitigati dal “blocco degli sfratti” disposto dal Governo per i casi di “morosità incolpevole”. Sta di fatto che in provincia di Enna è allarme, in un territorio dove, fino al 2010, in media non si registravano più di 20 sfratti all’anno, prima che la cifra si moltiplicasse per cinque l’anno successivo. I segretari provinciali dei sindacati degli inquilini Sunia, Sicet e Uniat, Giovanna D’Alia, Angelo Assennato e Mario La Rosa, per questo hanno scritto al prefetto Fernando Guida, chiedendo un incontro per stipulare un protocollo d’intesa, come già avvenuto in altre città d’Italia come Venezia e Bologna, per “misure straordinarie di intervento per la riduzione del disagio abitativo causato dalla morosità incolpevole”. Il protocollo d’intesa, se, come sperano i sindacati, fosse promosso dalla Prefettura, riguarderebbe il Tribunale di Enna, i Comuni della provincia, l’ex Provincia stessa, l’Ordine degli Avvocati, le Associazioni rappresentative degli inquilini e proprietari e gli Istituti di Credito e Fondazioni bancarie, al fine di aiutare gli inquilini. «Gli ultimi dati forniti dal ministero dell’Interno sul primo semestre del 2013 – scrivono i sindacati – confermano purtroppo un andamento crescente. L’istituzione del “fondo per la morosità incolpevole” potrebbe contribuire significativamente ad allentare questa emergenza». Solo che, nonostante siano già passati sette mesi dall’approvazione del provvedimento, manca ancora il decreto attuativo che definisca “le modalità di utilizzo delle risorse e la loro ripartizione tra le Regioni d’Italia”. «Un ritardo intollerabile – secondo i sindacati – per i danni che sta provocando ai cittadini interessati e ai Comuni che debbono mettere materialmente in campo le misure necessarie per l’effettiva erogazione». Intanto anche l’Uppi, l’Unione dei piccoli proprietari immobiliari, presieduto da Luigi Scavuzzo, ha scritto al prefetto, ricordando come gli sfratti per morosità incolpevole “aumentano di giorno in giorno, una grossa piaga per gli inquilini che non riescono a far fronte al pagamento del canone di locazione, perché hanno perso il lavoro”. Con la lettera al prefetto, anche Scavuzzo sollecita i fondi “per la morosità incolpevole”. Il blocco degli sfratti riguarda anche i proprietari, perché “avendo una casa in più frutto di sacrifici o avuta in eredità, si vedono sempre più vessati da una situazione di guerra fra poveri, non possono riscuotere il canone, non possono sfrattare, devono continuare a pagare le tasse che gravano sulla seconda casa, e aspettano l’applicazione di quanto il governo ha messo in campo per potere dare un aiuto alle categorie degli inquilini e dei piccoli proprietari”. 

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