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Consiglio comunale di Enna, un tesoretto da 218 mila euro da reinvestire sulla città

ENNA. Quasi quasi nessuno se n'era accorto ma il consiglio comunale a conti fatti potrà vantare a fine anno un cospicuo tesoretto. Si aggirerà attorno a 218 mila euro da reinvestire in città. Le dichiarazioni del vicepresidente del consiglio comunale Salvatore Di Mattia Fi hanno dissipato ogni dubbio e adesso comincia la rincorsa a come investire tali risorse nel prossimo bilancio di previsione che verrà approvato entro fine mese. Il capogruppo del Pd Angelo Salamone, confortato dal segretario cittadino Tiziana Arena, aveva pensato di utilizzare almeno 150 mila euro per coprire il mancato introito che le casse comunali dovrebbero avere se verrà abbattuta l'Imu seconda casa per le abitazioni che i genitori danno in comodato gratuito ai figli. Questa fu una richiesta a suo tempo presentata da Dario Cardaci Ncd alla quale il sindaco Paolo Garofalo aprì le porte. E quindi oggi come dice l'assessore al Bilancio Vittorio Di gangi «è una promessa da mantenere». Ma scovato il tesoretto è partita la corsa al suo utilizzo, in particolare dentro il Pd. E così due consiglieri Luigi Dello Spedale e Paolo Timpanaro puntano a rimpinguare i capitoli dedicati alle fasce deboli. Non a caso in questo giorni arriva pure il grido di allarme dell'assessore alla Solidarietà Angela Marco: «Siamo all'emergenza e non abbiamo fondi».
A sostegno un altro consigliere Pd Gianfranco Gravina: «Tale grido d'allarme non può e non deve restare inascoltato. È necessario intervenire subito per assicurare le risorse necessarie a fronteggiare quella che è ormai divenuta una vera e propria emergenza di ordine sociale». Sarebbe questa la vera mission del Pd: «Se siamo un partito che mira a rappresentare le necessità dei ceti più deboli non dobbiamo avere la minima titubanza. Accolgo e faccio mia la proposta di Dello Spedale e Timpanaro, i risparmi di una riorganizzazione consiliare vengano destinati per rimpinguare i capitoli dedicati alla spesa sociale. La vita è fatta di priorità ed il Pd, in questa vicenda, non può avere dubbi su quale scegliere». Ma Dario Cardaci è pronto a chiarire la sua posizione: «Non si dica che noi vogliamo togliere soldi alle fasce deboli. Da tempo abbiamo avanzato una proposta che tendeva a chiedere all'amministrazione se nelle pieghe del bilancio era possibile trovare la copertura per non far pagare ai genitori che danno la seconda casa in comodato gratuito ai figli l'Imu seconda casa. Guardiamo con interesse al dibattito interno al Pd. Trovino loro una soluzione e poi la portino nelle sedi competententi, noi ne trarremo le dovute conseguenze». Ritorna sui risparmi possibili di Sala d'Euno Michele Riccobene Pd presidente della commissione Bilancio: «Che si potesse risparmiare era evidente ma si può fare ancora di più e meglio. Come? Basta semplicemente razionalizzare le sedute di consiglio e di commissione. Proporre riunioni con ordini del giorno concreti e le spese diminuiranno. I risparmi vanno investiti dove la comunità chiede». Riguardo il taglio Imu seconda casa per comodato Riccobene ha una sua proposta: «Non sono contro una misura di questo genere ma bisogna porre paletti forti perchè si potrebbe scivolare facilmente nell'elusione. Primo paletto - conclude Riccobene - ne potrebbe benificiare il genitore che dimostri la vera e diretta dimora del figlio».

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