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Piazza, la casa di riposo San Giuseppe rischia la chiusura

PIAZZA ARMERINA. L’istituto San Giuseppe senza liquidità in cassa e con lo spettro della chiusura dietro l’angolo chiede un ulteriore sacrificio ai suoi dipendenti: la revoca dei pignoramenti già notificati alla casa di riposo nei mesi scorsi.
Il commissario regionale dell’Opera Pia, Giovanni Di Noto, ha incontrato i sindacati ed ha esposto la difficile situazione economica e finanziaria nella quale versa la struttura. Il prossimo martedì le organizzazioni sindacali e il personale si incontreranno per decidere. A rischio c’è il futuro di circa 40 dipendenti stabili e precari, oltre al destino di una cinquantina di anziani ospiti. In pratica l’istituto non ha più soldi. I pochi che entrano nelle casse vengono risucchiati dagli atti di pignoramento firmati dall’autorità giudiziaria e già esecutivi sul conto corrente della San Giuseppe. Ammontano a 700 mila euro i pignoramenti dei conti della casa di riposo, mentre altri 700 mila euro sono i decreti ingiuntivi. E sarebbero stati pagati già materialmente i primi 180 mila euro ad alcuni lavoratori. Tutte somme relative agli stipendi arretrati dovuti al personale, debiti pregressi di ben oltre un milione di euro maturati negli ultimi anni. Drammatico il bivio di fronte al quale si trovano i dipendenti a tempo determinato e quelli di ruolo: congelare per un certo periodo le proprie sacrosante pretese di vedere pagati i propri stipendi dopo anni di lotte, sacrifici e incertezze o vedere sfumare la propria futura situazione lavorativa. Il commissario Di Noto qualche giorno fa ha dato la disponibilità alla Prefettura, dopo un incontro a Enna, ad accogliere nella struttura di Piano Sant’Ippolito fino a 50 migranti per l’emergenza sbarchi, da sistemare in un’ala separata e autonoma dell’istituto. Altri contatti con gli uffici prefettizi si sono aggiunti nelle ultime ore. I rimborsi statali potrebbero costituire una boccata d’ossigeno ed un’entrata sicura su cui puntare per un piano di rientro dal debito.
Ad invocare l’impegno di tutte le istituzioni per far arrivare i migranti alla San Giuseppe è il sindacalista Luigi Bascetta, rappresentante della Csa: «La casa di riposo riceverebbe, con questo doveroso gesto amministrativo e gestionale, una salutare e vitale boccata di ossigeno, ponendo fine alla drammatica situazione economico e gestionale».
Il problema è che l’accoglienza dei richiedenti asilo, in ogni caso, è subordinata alla partecipazione ad un bando della Prefettura e all’assegnazione dei migranti. Potrebbero volerci altri mesi e la pazienza dei dipendenti senza stipendio è ormai al limite. La revoca dei pignoramenti potrebbe non trovare tutti concordi. Anche perché dopo anni di promesse, proteste, tavoli di confronto e riunioni, per la prima volta, grazie alla magistratura, alcuni lavoratori hanno materialmente avuto tra le mani decine e decine di stipendi arretrati, accumulati nell’ultimo decennio.

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