Piazza, chiese chiuse: "Creare una cooperativa"

PIAZZA. È conosciuta come la città delle cento chiese, ma se vuoi visitare alcuni degli edifici di culto più importanti rischi di trovarli puntualmente chiusi. Turisti delusi che protestano, allargano le braccia e chiedono spiegazioni. Per questo la commissione consiliare Sport, spettacolo e turismo ha deciso ieri mattina di convocarsi direttamente all'interno della sala riunioni della Curia diocesana, al secondo piano della sede vescovile di via La Bella, per incontrare il vescovo Rosario Gisana e sollecitare un'inversione di tendenza rispetto al passato, assicurando l'apertura delle chiese principali ai turisti, almeno nel periodo estivo. "Troppo spesso capita che i turisti si trovino nell'impossibilità di visitare alcune chiese della città, a partire dalla cattedrale, per questo le chiediamo di poter sensibilizzare i parroci e far ripartire quel progetto che prevedeva la collaborazione tra la Diocesi ed un'associazione locale per tenere le chiese aperte in alcune fasce orarie", ha spiegato il consigliere Federica Castrogiovanni. "Si tratta di un problema reale che ho potuto riscontrare anche di persona, mentre passavo davanti ad una chiesa sono stato sollecitato da alcuni turisti a far loro visitare l'edificio", ha sottolineato monsignor Gisana. "Sono pronto a sollecitare i parroci a fare in modo che facciano la loro parte, ma occorre che venga messa in piedi una cooperativa di giovani che si occupino sia eventualmente di poter fare da guida ai turisti, ma anche da custodi della chiesa per alcune ore durante il giorno, una cooperativa che sia in grado di autofinanziarsi in qualche modo", ha aggiunto don Rosario. Presenti all'audizione del vescovo, a partire dalle 11.30, anche i consiglieri Andrea Velardita, Salvatore Ferrara e Rosa Betto. La commissione ha proposto di avviare la sperimentazione delle chiese aperte ai principali edifici di culto del centro storico, dalla cattedrale alla chiesa di Fundrò, passando per la chiesa di Sant'Ignazio, e se possibile anche per la chiesa di San Giovanni e la Commenda dei Cavalieri di Malta. L'ipotesi di una coop di giovani che collabori con la Curia per garantire l'apertura delle chiese ai visitatori non è certo percorribile in tempi brevi. Per questo motivo si è pensato, almeno per agosto e settembre, di poter coinvolgere alcune associazioni esistenti per assicurare la fruizione di questi contenitori culturali che in alcuni orari risultano negati alla visita. I parroci, alcuni dei quali spesso sotto accusa, del resto non possono garantire un'apertura che vada oltre le funzioni strettamente religiose legate al culto.

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