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Furti di rame a Pietraperzia, 15 contrade al buio

PIETRAPERZIA. Blackout elettrico in molte case di campagna e aziende agricole. I ladri, nottetempo, hanno tagliato e asportato i cavi in rame della linea elettrica di media tensione. Numerose le campagne lasciate al buio. Secondo le prime stime, sarebbero stati tranciati tre chilometri di cavi.
Le contrade danneggiate sarebbero una quindicina tra cui Giardinello, Serra di Mezzo, Musalà, Sbenta, Pietra Dell'Uomo, Vignadascari, Cirumbelli, Rancitito, Valati, Monte Grande, Marano, Tornambè Cuddaru di Krastu, Pietrafucile, Arcieri. L'Enel sta intanto valutando i danni e la quantità di fili rubati. Sembra che la Compagnia della elettricità abbia intenzione di costituirsi parte civile in un eventuale processo a carico dei responsabili del furto. Tra le aziende danneggiate, anche il caseificio Sciarrino a Tornambè che è stato costretto a comprare gruppi elettrogeni per migliaia di euro. Sembra che uno dei cavi tranciati sia caduto sul tetto di una casa di contrada Giardinello mentre i proprietari, in piena notte, dormivano profondamente nella stessa casa. Anche altre persone sono state costrette a comprare gruppi elettrogeni. Ora si teme che la situazione di disagio possa durare, all'incirca, due-tre mesi. Infatti l'Enel dovrebbe prima quantificare i danni, poi procedere ad una nuova gara di appalto e infine rimettere al loro posto i cavi rubati per ripristinare le linee elettriche interrotte. I ladri, durante il loro "lavoro", non hanno esitato ad attraversare alcuni terreni e a tagliare parte delle recinzioni metalliche di filo spinato. Fa una certa impressione guardare i piloni con spezzoni di fili penzolanti. I carabinieri della stazione cittadina, al comando del maresciallo Giuseppe Castrovilli, hanno intanto intensificato i controlli anche nelle campagne. Un altro danneggiato dal blackout elettrico è il titolare dell'agriturismo Tornambè Cuddaru di Krastu. Molte famiglie abitavano tutto l'anno nelle case di campagne disseminate nelle zone "oscurate" dalla razzìa di fili di rame. Alcuni sono stati costretti a tornare in paese. Altri, meno fortunati e che hanno una sola casa, sono rimasti nelle case al buio. Per ovviare ai disagi sono stati costretti pure loro a comprare gruppi elettrogeni che "succhiano" molto carburante e quindi aumentano sensibilmente le spese dei loro nuclei familiari. In tutti si registra molta rabbia e anche impotenza. Tra i penalizzati, ci sono Patrizia Amoroso, Filippo Miraglia e Gabriele Casagni.
«Siamo profondamente arrabbiati e amareggiati - affermano i tre - per il furto dei cavi della luce che ha lasciato al buio tante famiglie. Gli autori di simili atti delinquenziali forse non si rendono conto dei gravissimi danni che provocano alle famiglie, alle aziende e all'economia in generale. Il nostro auspicio è che essi vengano individuati in tempi brevi e puniti in maniera molto dura ed esemplare».

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