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Scontro sulle tasse a Nicosia, in consiglio non c’è accordo sulle aliquote

NICOSIA. Il Consiglio comunale non si smentisce. Lunedì, e non è una novità, è mancato il numero legale e ieri sera non c'era il numero per avviare la seduta. Materia del contendere ancora le tasse: Tasi, Iuc e Imu. Tutti concordi nell'abbassarle ma non c'è l'accordo sulle aliquote.
La seduta di lunedì si era aperta con la surroga dell'ex consigliere Nino Fiscella, dimessosi lo scorso 8 luglio, a cui è subentrato il trentacinquenne imprenditore agricolo Michele D'Alio, secondo dei non eletti nella lista Polo Nicosia. Una volta ricomposto il consiglio e dopo il benvenuto di tutti i gruppi al neoconsigliere si era entrati nel vivo per approvare una serie di punti, sette, che si trascinano da tempo. Ma già al primo punto, quello relativo all'Imposta municipale propria per la quale devono essere determinate le aliquote e detrazioni d'imposta (IMU) per il 2014, devono essere approvate le aliquote Tasi, deve essere approvato il regolamento per la disciplina della Imposta unica comunale, le divisioni che caratterizzano la riunione consiliare sono emerse portando allo scontro.
Un emendamento dell'opposizione, presentato da Lizzo, propone la riduzione delle aliquote dal 7,60 per mille al 6 per mille per la prima casa e dal 4 al 2 per mille per la prima casa. Relaziona il dirigente comunale e afferma che con le riduzioni proposte si abbasserebbero le entrate di circa 300 mila euro. Ossia da 1.425.000 euro si passerebbe a 1.125.000. A quel punto i consiglieri Giacobbe e La Giglia propongono, con un altro emendamento, di recuperare i 300 mila euro di mancato introito riducendo del 50% tutte le indennità di amministratori e consiglieri comunali. Prende la parola Vega che propone di azzerare completamente le indennità e di impegnarsi al di là di indennità e gettoni di presenza. "Che la politica - dice Vega - la faccia chi ce l'ha nel cuore".
L'accordo per abbassare le aliquote, nonostante non fossero mancate le polemiche e gli attacchi anche personali tra il consigliere Giacobbe e l'assessore Farinella, sembrava unanime, ma al momento del voto la situazione degenera. Dall'opposizione si chiede di votare, il vicesindaco e consigliere Amoruso chiede una sospensione di 5 minuti per trovare un accordo comune e approvare le aliquote.
L'opposizione non accetta, nel frattempo era cominciato l'abbandono dell'aula da parti dei consiglieri e così dai 14 presenti, all'inizio della seduta, si passa ad 8. Non c'è più il numero legale e la seduta viene aggiornata a ieri sera quando, come ormai da consolidato copione, il consiglio viene sciolto per mancanza del numero legale: soltanto sette i consiglieri presenti.

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