Piazza Armerina, sì unanime per il «divorzio» da Enna

PIAZZA ARMERINA. L’urlo «siamo liberi!» dai banchi, un boato dalla piazza Garibaldi e l'applauso del pubblico numeroso, mentre dopo qualche minuto a suonare sono stati i clacson di molte auto.
Divorzio storico della città dei mosaici dal capoluogo Enna quello che si è consumato ieri pomeriggio in via Cavour, nella sede del consiglio comunale. L’aula in modo quasi unanime ha votato per l’adesione della città al libero consorzio dei comuni di Catania, uscendo dall’ex provincia di Enna.
A votare per l’addio a Enna ben 18 dei 19 consiglieri comunali presenti. Sarebbero bastati 14 voti favorevoli, i due terzi. Adesso entro due mesi si andrà al referendum popolare.
Unico voto contrario all’adesione al consorzio di Catania quello del consigliere Teodoro Ribilotta, esponente di punta del Partito democratico ed ex vicesindaco, la cui posizione espressa in aula, in difformità al partito, è stata accompagnata in modo continuo da fischi e commenti ironici. Il voto contrario di Ribilotta, tra l’altro, apre una forte frattura all'interno del Pd che con un lungo direttivo aveva manifestato la posizione da tenere in aula favorevole all'adesione con il consorzio etneo. «Mi auguro di non assistere ad atteggiamenti intimidatori come la volta scorsa», ha esordito il sindaco Filippo Miroddi, invitando tutti ad un dibattito sereno. La maggioranza che sostiene il primo cittadino, con un documento letto dal presidente Gianfilippo La Mattina, ha detto sì al divorzio dall’ex capoluogo. «Non è più possibile tollerare ingiustizie e disuguaglianze, siamo stati utilizzati solo come riserva di voti da Enna», ha detto l’indipendente Concetto Arancio. «I legami con Enna cosa hanno portato a Piazza? Nulla, quindi questa esperienza è finita», ha spiegato Lillo Cimino, capogruppo del Pd. «Finalmente il popolo potrà autodeterminarsi», ha sottolineato Salvatore Alfarini per Il Megafono. «Enna ha più volte tentato di prendersi la Curia, oggi determiniamo il nostro futuro per il prossimo secolo», la posizione del capogruppo del Pdl, Laura Saffila. «L’amministrazione avrebbe dovuto chiamare tutte le forze politiche a raccolta per una posizione comunale, favorevole ad aderire al consorzio di Catania», ha riferito in aula Manuela Lentini per l’Ncd. «La nostra incidenza politica passando con Catania sarà prossima allo zero», ha detto Ribilotta, il quale ha parlato di «ondata populista che spinge in direzione dell’adesione». «Se non fosse stato per alcune manifestazioni di popolo questa sera non si sarebbe votato», il commento in aula del consigliere Calogero Cursale. «Usciamo da 88 anni di dominio da parte di Enna che ci ha privati dei servizi», ha infine concluso Rossella Murella in rappresentanza dei grillini.

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