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Enna: assistenza domiciliare agli anziani, si allungano i tempi

ENNA. È stato prorogato al 14 agosto il termine ultimo per la presentazione della domanda di assistenza domiciliare da parte degli anziani. La decisione è stata resa nota ieri mattina che rappresentava il giorno di scadenza per il deposito dell'istanza al protocollo generale del Comune. La decisione per la proroga è stata presa dai sindaci del Distretto d22 che raggruppa i Comuni di Enna, Calascibetta, Catenanuova, Centuripe, Valguarnera e Villarosa. Fa parte del Distretto anche l'Asp.
«Ulteriori quindici giorni per la presentazione della domanda sono stati concessi dai sindaci — dice l'assessore alla Solidarietà sociale Angela Marco — per la difficoltà degli anziani di ottenere in questo scorcio di luglio il certificato medico. Infatti molti ambulatori sono chiusi per ferie. Riteniamo che un altro metà mese sia bastevole agli anziani per attendere il ritorno dalle ferie dei medici curanti».
Insomma una proroga per agevolare chi deve presentare domanda in un periodo di ferie è cosa buona sarebbe stata buonissima se la decisione dei sindaci fosse stata adeguatamente pubblicizzata e invece niente. Per gli anziani c'è stata invece la beffa. Prima hanno sudato le classiche sette camice per mettere insieme tutta la documentazione occorrente e poi si accorgono di avere un altro mezzo mese di tempo.
Questo scarso tempismo di chi deve pubblicizzare decisioni importanti non fa altro che far montare ancora di più la rabbia di chi si sente già penalizzato.
È il caso dell'anziana signora Giuseppa Bruno, un'arzilla ottantaquattrenne capace di cantarla per bene a chi amministra: «Sono arrabbiata, nauseata non credo più ai politici. Ho presentato domanda ed hanno voluto anche sapere se ho soldi in banca». Bisognava predisporre il modello Isee che presuppone queste notizie? «Ed è una vergogna i miei risparmi mi servono per vivere con la pensione che mi da l'Inps ci pago solo le medicine». La signora si sfoga e racconta di percepire meno di 500 euro al mese per un reddito annuo che «non arriva neppure a 6 mila euro. Questo mese ho preso poco meno di 500 euro, ho pagato 264 euro di spazzatura e con la farmacia ho un conto aperto, non so quante pillole prendo al giorno. Ebbene me lo dice il sindaco con quali soldi devo vivere?».
Non c'è modo di rasserenare la signora Bruno: «Sono sola e il Comune invece di agevolare la mia vita me la complica. Speravo tanto in questo sindaco che voleva cambiare la città. Adesso sono delusa e pentita». L'anziana donna tocca con mano le difficoltà che vive ogni giorno e per lei non fa differenza se l'amministrazione deve fare i conti con i tagli di Stato e Regione. Altri sono deputati a trovare i percorsi giusti.

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