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Piazza Armerina, affreschi del Borremans sotto esame

PIAZZA ARMERINA. Gli affreschi del Borremans sotto la lente di ingrandimento del Centro regionale per la Progettazione e il restauro (Crpr).
Indagini diagnostiche quelle effettuate ieri mattina alla chiesa di San Giovanni Evangelista da due tecnici dell’istituto regionale di Palermo, presente anche il dirigente Enza Cilia, direttore del centro. A finire sotto esame i due affreschi coperti da veli tampone, il «Trionfo di San Benedetto» e il «Martirio di San Placido», entrambi «fasciati» da bende ormai in parte scollate. Le due scene potrebbero scomparire in modo irreversibile, per questo serve un restauro conservativo urgentissimo.
Ad effettuare la termografia, con la misurazione della temperatura e dell’umidità degli affreschi, Stefano Cosimo, responsabile del laboratorio di Chimica del Crpr, e l’architetto Rosaria Merlino, responsabile del laboratorio di Fisica dello stesso istituto.
«In collaborazione con la Soprintendenza stiamo valutando lo stato di salute del paziente per poi decidere come intervenire», ha spiegato il direttore Cilia a monsignor Antonino Scarcione, parroco della chiesa. Presente anche l’ex dirigente dei Beni culturali del comune piazzese, Francesco Galati, presidente dell’associazione Mira 1163.
Riscontrate a quanto pare delle bolle d’aria sotto l’affresco del «Trionfo di San Benedetto», segno di un distacco dell’affresco dall’intonaco. E sarebbero presenti ancora infiltrazioni d’acqua. Un sopralluogo in un cortile esterno alla chiesa, all’altezza dell'affresco, ha evidenziato la presenza di un intonaco plastico, una canna fumaria ed un locale tecnico addossati alla parete della chiesa, considerate delle «superfetazioni», come le chiamano i tecnici: in pratica strutture aggiunte e inopportune che nel caso specifico trattengono l’umidità e non permettono all’opera del pittore fiammingo di respirare. Strutture che andrebbero presto demolite. Prima ancora che un intervento di restauro vero e proprio, sull’opera pare vada fatto un intervento di consolidamento strutturale.
«Il sopralluogo da parte del centro regionale e del suo direttore è un passo fondamentale per salvare quest’opera straordinaria; gli affreschi hanno bisogno di cure. Indietro non si torna e la Regione questo sembra averlo capito», spiega Galati. «Confidiamo nelle capacità e competenze del Crpr, dei suoi tecnici e restauratori; aspettiamo fiduciosi l’esito delle indagini e gli interventi conseguenti di conservazione e tutela», aggiunge don Scarcione, il parroco che ha messo mano al proprio portafogli in passato per rimettere a nuovo alcuni arredi sacri della chiesa. La Soprintendenza di Enna ha già messo nero su bianco un primo progetto stralcio per gli interventi di messa in sicurezza, ma i 70 mila euro promessi dall’assessorato regionale dei Beni culturali finora non sono arrivati.

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