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Enna, il vicesindaco: «Chi adotta un cane
non dovrà pagare la spazzatura»

ENNA. Se adotti un cane randagio non paghi la spazzatura. È la singolare promozione, in materia di lotta al randagismo, che l’amministrazione comunale proporrà ai cittadini una volta definito il bilancio.
A confermarlo ieri è stato il vice sindaco Salvatore Cappa che, tra l’altro, con soddisfazione afferma che non si riscontrano in città casi di cani pericolosi. Un’iniziativa, questa dello sgravio della tassa sui rifiuti, che andrebbe ad alleggerire la pesante situazione del fenomeno del randagismo nel capoluogo ma sopratutto sarebbe anche importante segnale di civiltà e di rispetto verso l’animale più fedele all’uomo. Ma per poter avere lo sgravio chi «adottano» dovrà rispettate precise direttive che saranno messe nero su bianco in un regolamento, come l’obbligo della sterilizzazione e microchippatura, e controlli da parte di associazioni animaliste su come i cani vengano trattati dai proprietari. «Il Comune paga circa 1000 euro l’anno per il mantenimento di un cane in un canile - dice Cappa -; applicando questo sgravio riteniamo di poter abbattere di circa il 50 per cento il costo complessivo che sosteniamo annualmente per il mantenimento di tutti i cani».
Ed a proposito di sterilizzazione e microchippatura, grazie ad una convezione con il servizio veterinario dell’Asp, dal mese prossimo prenderà il via questo servizio che sarà effettuato nei locali comunali dell’ex macello riconvertiti in ambulatorio veterinario. Nel protocollo d'intesa un ruolo importante lo hanno anche le associazioni animaliste presenti sul territorio comunale.
Infine è stata attivata la prima area comunale gratuita di sgambettamento, in contrada Pisciotto, dove è possibile portare a passeggio i cani.
Ma intanto il consigliere di Altrementi, Cesare Fussone, non è soddisfatto per come finora viene gestito il servizio di custodia e mantenimento dei cani. «Il Comune - dice Fussone - si limita a porre in essere sostanzialmente solo il servizio di custodia, che di per sé continua a produrre soggetti senza razionalizzarne il numero». A questo riguardo il consigliere di Altrementi porta a riferimento la spesa effettuata nel 2013 dal settore. «Il servizio è costato ben 388 mila euro e malgrado sforzi e annunci vari la spesa non cala e non è destinata a scendere». «L’amministrazione sbaglia ad affrontare il problema. Chi gestisce un canile e quindi ha la gestione dei soggetti ha tutto l'interesse a mantenere alto il numero oggi e in futuro». Fussone è un animalista convinto e quindi non passa l'idea di una soppressione anzi. «Se il fenomeno non viene compiutamente monitorizzato con tutti gli animali microcippati al più presto, da questi problemi non ce ne usciremo mai». Ri.Ca. e P.D.M.

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