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Enna, lavori al Castello
L’ok alla rete metallica

ENNA. La parete rocciosa del Castello di Lombardia sarà messa in sicurezza, con un intervento che prevedrà anche l’installazione di una rete metallica, su parte del lato della Rocca di Cerere. Lo ha annunciato il sindaco Paolo Garofalo, nel corso di un sopralluogo che si è svolto ieri mattina al Castello, alla presenza, fra gli altri, del Sovrintendente ai Beni culturali, Salvatore Gueli, dell’ingegnere Innocenzo Di Gregorio del Genio Civile, e dell’assessore Franco Nasonte, oltre che del capo ufficio tecnico del Comune, Paolo Puleo, e del presidente nazionale dell’Ordine dei geologi, Gian Vito Graziano. I lavori sono stati commissionati dal Genio Civile. Una parte dell’ispezione è consistita nella sperimentazione della rete metallica ad opera di alcuni rocciatori.
«Mi interessa che sia garantita la sicurezza dei cittadini e che venga data a tutti la possibilità di fruire del Castello di Lombardia - ha detto il sindaco -. Non posso interdire l’area o lasciare un pericolo per chi transita. Se dobbiamo ricorrere alla rete di protezione, non ci penserò un attimo». All’ispezione era presente anche l’imprenditore di Gagliano Enzo Di Cataldo, titolare dell’impresa che si occupa dei lavori. Il tema è stato oggetto di una protesta da parte di alcune associazioni di Enna.
Il sindaco Garofalo, nel prosieguo della mattinata, ha poi spiegato e illustrato meglio la situazione. «L’alternativa è: o l’installazione di questa rete, che fra l’altro è quasi impercettibile allo sguardo e non deturpa niente, neppure sul piano visivo, anche perché nel giro di pochi mesi, per un processo di ossidazione, assumerà il colore della parete - ha sottolineato - o la chiusura del Castello». Garofalo lo sa bene che il tema continuerà a far discutere, ma ha raccontato un aneddoto accaduto stamattina, quando già era stato quasi deciso di installare la rete. Due donne sono passate nella zona dei lavori portando alcuni cani al guinzaglio e sono entrate, nonostante la presenza del cantiere, lamentandosi per la presenza degli operai. «Chiudere tutto non significherebbe non far correre rischi per l’incolumità della gente - aggiunge il primo cittadino - se, è evidente, le persone passano comunque, nonostante le limitazioni: l’alternativa era creare una sorta di barriera paramassi che qualunque ragazzino avrebbe potuto aggirare, entrando nella zona a rischio, o la rete. Quest’ultima è la soluzione migliore, ma è un intervento immediato di messa in sicurezza, che non viene fatto al posto dell’intervento più grosso, definitivo, per il quale è necessario un finanziamento ad hoc perché è molto più oneroso. E comunque la rete, appena arriverà il finanziamento, si potrà comunque togliere». Dunque adesso i lavori potrebbero ripartire. Il sindaco, in pratica, precisa che gli obiettivi da perseguire sono due: la sicurezza e la fruizione pubblica del Castello, «meravigliosa testimonianza culturale e storica ed enorme risorsa per il turismo», come ha ricordato di recente l’assessore ai Lavori Pubblici, Franco Nasonte. «Quando abbiamo deciso di chiudere al traffico la strada attorno al Castello - conclude - lo abbiamo fatto ascoltando la richiesta di un bambino di 7 anni, che mi ha scritto su facebook chiedendomi: ”Ma perché non posso andare attorno al Castello con la bicicletta?”».

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