Pochi infermieri a Ginecologia, a Enna si fa la fila pure per un cambio

ENNA. Venticinque pazienti e due infermieri per turno che devono occuparsi della corsia, della sala parto collocata in un altro piano e del pronto soccorso ostetrico è questa la situazione in cui si trova il reparto di Ostetricia e Ginecologia dell'Umberto I attualmente. Manca il personale infermieristico ma anche quello ausiliare e le ostetriche. E fanno tutti, anche i camici bianchi, turni snervanti. A segnalarlo sono alcune pazienti che più volte hanno suonato il campanello dal loro posto letto e si sono dovute "mettere in fila" e aspettare il loro turno, anche per essere semplicemente sollevate o cambiate dopo aver subito un taglio cesareo mentre i familiari aspettano fuori l'orario delle visite.
«È una situazione insostenibile», esclama una futura mamma mentre agita con forza il suo ventaglio. Sono tutti con i ventagli al terzo piano nei corridoi così come nelle piccole camere con due posti letto e prive di aria condizionata perché il sistema si è guastato e le maniglie delle finestre, come ci mostra Biagio Giangreco un neo papà sono rotte. «Ci siamo più volte lamentate - spiega la moglie Rossana - ma non abbiamo ottenuto nessun riscontro e lo stato di gravidanza diventa ancora più faticoso da affrontare». La carenza di personale è ormai una malattia cronica per il reparto in questione e per tutto il nosocomio ennese la Direzione, più volte contattata anche nel passato, ha ribadito che il problema risiede nel blocco delle assunzioni ma a dire dei molti basterebbe rimodulare il personale (ritenuto numericamente dall'assessorato alla Salute) dei quattro presidi ospedalieri della provincia. Anche questa non è una novità. La media dei ricoveri oscilla dai 25 ai 35 al mese (il bacino d'utenza si è allargato - ieri in reparto c'era una donna di Licata, ad esempio) e arriva a coprire tutti e 42 i posti letto a disposizione. «Stiamo avviando al lavoro due ostetriche - assicura il neo direttore sanitario Emanuele Cassarà, da noi interpellato - così speriamo di risolvere la problematica più urgente». Per quando riguarda il numero degli infermieri in servizio «sono convinto - aggiunge Cassarà - che quelli che ci sono siano sufficienti e che solo in periodi circoscritti ci sia qualche sofferenza». La carenza di personale infermieristico e ausiliare si fa sentire ancora di più nei mesi estivi per via delle ferie, spesso prestabilite, e a riguardo lo stesso dirigente preannuncia: «L'azienda sta valutando e studiando eventuali accorpamenti di reparto nelle due settimane a cavallo di Ferragosto». Se le condizioni lavorative del personale medico e sanitario e la conseguente adeguatezza assistenza non dovessero migliorare da qui a breve si potrebbe rischiare il dimezzamento dei posti letto, non sarebbe la prima volta che G. Ettore La Ferrera prendesse una simile decisione. Per quando riguarda l'aria condizionata impercettibile in tutte le camere dell'ospedale, sembrerebbe che sia al vaglio dell'Ufficio tecnico l'acquisto dei pezzi rotti da sostituire. (*AMO*)

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