Case, nella provincia di Enna gli affitti più bassi d’Italia

ENNA. «A Enna i canoni di locazione più bassi d'Italia». A sostenerlo, alla luce delle rilevazioni svolte, è l'Uppi, l'Unione dei piccoli proprietari immobiliari, per bocca del presidente Luigi Scavuzzo, secondo cui a Enna si affittano appartamenti da 100 metri quadrati in centro a 350 euro al mese, ma non solo: «Migliaia di alloggi sono vuoti, l'offerta è di gran lunga superiore alla richiesta e per questo i canoni di locazione rimangono i più bassi d'Italia».
Il presidente dell'Uppi, chiaramente, si riferisce ai dati che ha in possesso e che sono i migliori del mercato (un mercato in cui molti proprietari hanno abbassato le pretese perché gli inquilini hanno difficoltà a pagare), ma ovviamente le richieste immobiliari svariano a seconda di molti indicatori, dallo stato dell'immobile alla sua centralità, al tipo di palazzina, al grado di esposizione al sole e anche a un fattore soggettivo, personalissimo, di ogni singolo proprietario. Alcuni proprietari chiedono 500 euro al mese per alloggi da 80 metri quadrati; o, nel fronte opposto, vi sono richieste anche sotto i 300 euro al mese. I prezzi salgono a Enna bassa, dove influisce favorevolmente per i proprietari (meno per gli inquilini) la presenza dell'Università Kore, e dove una camera doppia per uno studente difficilmente scende sotto i 120 euro al mese (più spese), consentendo di affittare appartamenti di 90 metri quadri vengano anche a 4 studenti. Secondo Scavuzzo, però, va evidenziato anche un altro dato: «I canoni di locazione sono stazionari da almeno tre anni e questo ha determinato una grave penalizzazione per i proprietari di alloggi, specie i piccoli proprietari, che hanno un piccolo sussidio derivante dalla seconda casa, costata sacrifici e sudore». Inoltre la situazione inizia a farsi preoccupante, perché gli inquilini, a causa della crisi, non riescono a pagare. La loro, ricorda lo stesso Scavuzzo, è una morosità "incolpevole". «Le amministrazioni dei vari centri della provincia - prosegue il presidente - dal loro canto anche in virtù della stessa crisi, hanno aggiunto tasse e balzelli non solo sulla seconda casa, ma anche sulla prima: si vuole togliere anche la possibilità di utilizzare il mercato libero sugli affitti, costringendo tutti a utilizzare i canali calmierati». Sta di fatto che a Enna regge ancora l'accordo territoriale sottoscritto fra l'Uppi e i sindacati degli inquilini, che ha portato un calmiere dei prezzi. «Purtroppo - aggiunge Scavuzzo - l'amministrazione comunale non si è adoperata per mettere in funzione l'osservatorio per la casa nella nostra città. Infatti è stato indetto un bando per il contributo all'affitto, senza un accordo progettuale con le organizzazioni sindacali, come sottoscritto nel protocollo d'intesa, che prevedeva anche una serie di contributi e sgravi del Comune per rendere più efficace la legge. La speranza dell'Uppi - conclude - è che l'amministrazione coinvolga le parti sociali nelle opere di recupero del centro storico».

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